Alle 21 nella chiesa della Beata Vergine Immacolata e Sant’Antonio a Milano la visita pastorale dell’Arcivescovo ai due Decanati. Parlano i decani don Augusto Bonora e don Maurizio Pezzoni

di Cristina CONTI

Don Augusto Bonora

Martedì 2 febbraio, alle 21, la chiesa della Beata Vergine Immacolata e Sant’Antonio a Milano (viale Corsica 68) ospiterà la visita pastorale del cardinale Scola ai Decanati Forlanini e Romana Vittoria.

Forlanini, realtà di periferia

Don Augusto Bonora, decano di Forlanini, spiega la preparazione all’incontro: «Abbiamo fatto innanzitutto una riflessione nei Consigli pastorali e tra i sacerdoti sui quattro pilastri degli Atti degli Apostoli che il Cardinale ha indicato nella sua Lettera pastorale: la perseveranza nell’insegnamento degli apostoli, la comunione (ossia l’essere assidui nello spezzare il pane e nella preghiera), la missione e l’accoglienza. L’incontro sarà introdotto dal Vicario episcopale, seguiranno l’intervento dell’Arcivescovo, alcune domande dei presenti e un momento di preghiera. Sarà solo l’inizio della visita. Faremo poi una sintesi con il vicario episcopale da rilanciare nei Consigli pastorali e un momento finale, in cui concretizzeremo quanto è emerso con un gesto o una particolare linea pastorale».

Come siete organizzati nel vostro Decanato?
Siamo in tutto sei parrocchie: San Nicolao della Flue, San Galdino, Beata Vergine Addolorata, Monluè, Sacro Cuore al Ponte Lambro e Linate, che si è aggiunta da poco. Gli abitanti sono circa 28-30 mila.

I giovani e le famiglie partecipano alla vita ecclesiale?
Siamo una realtà di periferia, con una buona frequenza alle celebrazioni e ai momenti di catechesi proposti. In Quaresima e Avvento, per esempio, organizziamo incontri per gli adulti su tematiche bibliche: in tutto cinque appuntamenti, a cui partecipano 30-35 persone per parrocchia. Il prossimo avrà per tema le opere di misericordia.

Romana Vittoria, il Decanato più popoloso della città

Anche nel Decanato di Romana Vittoria c’è attesa per l’incontro con il Cardinale. Nel Consiglio pastorale decanale sono state preparate alcune domande da presentare all’Arcivescovo nel corso della serata e nelle parrocchie sono state distribuite locandine per invitare tutti a partecipare. Ma cosa ci si aspetta dalla visita pastorale? L’abbiamo chiesto al decano don Maurizio Pezzoni: «Ci aspettiamo un incontro familiare. È rivolto infatti a un pubblico non specializzato, che sente la necessità di una parola di sostegno e di conforto. Per favorire la partecipazione abbiamo scelto la chiesa della Beata Vergine Immacolata e Sant’Antonio, che è a metà strada tra i due Decanati».

Come siete organizzati?
Abbiamo in tutto otto parrocchie per un totale di circa 110 mila persone, forse un po’ di più. Cinque di queste sono molto grosse, le altre un po’ meno. E probabilmente è il Decanato più popoloso di Milano.

La crisi economica si è sentita molto da voi?
Il territorio compreso nel nostro Decanato è molto vasto e qui convivono situazioni molto diverse tra loro: dalla miseria più totale alla ricchezza. Negli ultimi anni, accanto ai poveri storici che hanno sempre ricevuto l’aiuto delle Caritas parrocchiali, ci sono anche molte persone over 50 che hanno perso il lavoro e faticano a trovarne un altro. Le zone di piazza Cinque Giornate e di viale Premuda sono sede di molti studi di commercialisti e notai, che, anche se in modo blando, hanno sentito la crisi con una diminuzione del giro di lavoro. Mentre nella zona della parrocchia di Sant’Eugenio, vicino all’ortomercato, ci sono case popolari, una forte concentrazione di immigrati, in particolare arabi, ispanoamericani e filippini, e non mancano problemi di integrazione.

 

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