La somma di 150 mila dollari a favore del progetto Caritas approvato dal Pontificio Consiglio Cor Unum che, secondo il desiderio di papa Francesco, mira a creare posti di lavoro presso il centro di Santa Maria della Pace ad Amman

Padiglione Santa Sede

È di 150 mila dollari la somma raccolta nel padiglione del Vaticano a Expo Milano 2015 e destinata, secondo il desiderio espresso da papa Francesco, al progetto di aiuti per la creazione di posti di lavoro in favore dei rifugiati in Giordania, che sarà realizzato dalla Caritas presso il centro di Santa Maria della Pace ad Amman.

Il progetto – presentato al Pontificio Consiglio Cor Unum, che lo ha valutato in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura – intende «impiegare quanto raccolto all’interno del Padiglione in favore delle fasce più deboli che stanno soffrendo gli esiti della guerra in Siria e in Iraq: i rifugiati, le loro famiglie, i loro figli, che in un gran numero si trovano oggi in Giordania».

Il progetto sarà inaugurato giovedì dal sottosegretario del Pontificio Consiglio Cor Unum monsignor Segundo Tejado Munoz, in missione ad Amman da domani a venerdì. La Giordania è uno dei principali Paesi di accoglienza dei rifugiati: al momento, 130 mila sono iracheni e un milione 300 mila siriani. Ma le cifre aumentano se si considerano anche quanti non si sono ancora registrati attraverso l’Onu.

Il direttore della Caritas in Giordania, Wael Suleiman, sottolinea che «nonostante l’impegno della Chiesa locale e delle autorità governative di Amman, rimane estremamente difficile per i rifugiati trovare lavoro: molti lo cercano per vivere più dignitosamente, spesso senza avere contratti, ma il mercato non offre molte opportunità».

Il progetto servirà ad assicurare un lavoro regolarmente retribuito a 15 rifugiati iracheni, impiegandoli nella produzione di conserve e nella coltivazione e vendita di olio e ortaggi. Oltre ai 15 impiegati, beneficeranno dei proventi anche i loro nuclei familiari, che saranno così in grado di autosostenersi. Inoltre, sarà fornito un percorso di formazione professionale di falegnameria, agricoltura e industria alimentare per circa 200 iracheni e, grazie all’impiego di lavoratori occasionali, saranno aiutati circa 500 iracheni all’anno. La cifra stanziata coprirà le spese per i primi sei mesi, mentre la fase di autosostentamento dovrebbe iniziare subito dopo, grazie al ricavato delle vendite dei prodotti.

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