Il primo sarà gestito dal Pontificio Consiglio e presterà assistenza materiale e spirituale. Il secondo nasce da un progetto di housing sociale e sorgerà in via Padova

Nazareth

Nella conferenza stampa che ha tracciato il bilancio del VII Incontro mondiale delle Famiglie a Milano è stata presentata una delle “eredità” dell’evento. Si tratta del Centro Internazionale per la Famiglia di Nazareth, promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, grazie al quale le famiglie di tutto il mondo avranno una ”dimora spirituale” in Terra Santa, sotto la protezione della Sacra Famiglia.

Di questo "segno tangibile" ha parlato Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento dello SPirito, che dal 1997 collabora all’organizzazione del Family, ma l’edizione milanese, assicura «è stata davvero memorabile e se la Chiesa è viva è perché la famiglia è viva».

«Qui nella città di Gesù, Maria e Giuseppe… come segno promettente per il futuro, benedirò la prima pietra di un Centro internazionale per la Famiglia, che sarà costruito a Nazareth». Così, in occasione del viaggio pastorale in Terra Santa, Benedetto XVI dava concretezza al desiderio che Giovanni Paolo II aveva espresso in occasione del II Incontro mondiale delle Famiglie (Rio de Janeiro, 1997).

«A Nazareh – ha aggiunto – vive il 40% dei cristiani a fronte di percentuali che non superano l’1,5% delle altre città in Israele». Questo significa che una famiglia su quattro è cristiana, quindi è importante «sostenere un piano di sostegno materiale per le famiglie per farle stabilizzare in Terra Santa». Diventa necessario «un rilancio della famiglia», per parte dall’avere casa e lavoro.

«Dopo lunghi e non facili accordi con le autorità ecclesiali, civili e politiche del luogo – ha detto ancora Martinez – il Centro entra nella sua fase esecutiva creando due aree: una per l’accoglienza e l’altra per la socializzazione e la formazione». La fine lavori potrebbe essere addirittura fra due anni. Il Centro sorgerà sulla sommità della collina che domina la città e la Basilica dell’Annunciazione, affacciandosi su un panorama che spazia dal Monte del Precipizio al Monte Tabor, fino al Monte Carmelo. Si tratterà di un centro di spiritualità familiare in grado di offrire accoglienza delle famiglie pellegrine in Terra Santa, di curare la formazione alla vita genitoriale e familiare, di provvedere alla Pastorale degli operatori e di contribuire alla “nuova evangelizzazione”. Inoltre offrirà sostegno materiale alle famiglie in difficoltà, attraverso progetti internazionali di fund raising. Nel centro avrà sede anche un Osservatorio internazionale sulla Pastorale familiare nel mondo, particolarmente in Terra Santa e nel Medio Oriente, che opererà in collaborazione con le Conferenze episcopali di tutto il mondo, le Università Cattoliche e le istituzioni internazionali a servizio della famiglia.

Il Centro sarà affidato a una Fondazione di diritto pontificio gestita dal Movimento ecclesiale “Rinnovamento nello Spirito Santo”, che provvederà all’accoglienza dei pellegrini e dei visitatori e all’animazione spirituale delle attività previste.

Progetto di convivenza

L’altro segno, concreto e tangibile, Family 2012 lo lascerà proprio a Milano. Si tratta della “Maison du Monde”, un condominio solidale per giovani coppie, stranieri, studenti, lavoratori precari, abitanti temporanei della città, dove sperimentare nuove forme di convivenza, in uno dei quartieri simbolo della Milano multietnica: via Padova.

È un progetto di housing sociale, voluto dalla Fondazione Cariplo, dall’assessorato alla Casa della Regione Lombardia, da Fondazione Housing Sociale e realizzato grazie all’intervento del Fondo Immobiliare di Lombardia, gestito da Polaris Investment Sgr. “Maison du Monde” vuole essere un esempio d’integrazione tra famiglie italiane e straniere, tra giovani e anziani.

Il progetto interviene sull’edificio al civico 36, originariamente di proprietà dello scultore scomparso Marco Mantovani e successivamente donato dall’artista alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana. La ristrutturazione dell’edificio, resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia (1,5 milioni di euro ciascuno), consentirà di ricavare 50 alloggi di varie metrature e tagli, che saranno offerti in locazione calmierata a giovani coppie e famiglie italiane e straniere in difficoltà economica, o come residenza temporanea per persone alla ricerca di soluzioni abitative in città a basso costo (lavoratori in trasferta o in mobilità, lavoratori precari, studenti e ricercatori, giovani interessati a esperienze formative o di lavoro, parenti o amici di degenti ospedalieri), oltre che per ospitare inquilini già residenti.

Il progetto prevede anche l’attivazione e la gestione di servizi rivolti agli inquilini e al quartiere, al fine di promuovere forme di convivenza solidale e di partecipazione alla vita di condominio, con un’attenzione alle persone più fragili, grazie al coinvolgimento di un network d’imprese sociali attive in città. Un grande contributo alle iniziative culturali e solidali sarà offerta dalla Fondazione Mantovani, che ha sede nell’edificio.

I primi alloggi saranno pronti entro la fine di quest’anno, i restanti entro la fine del prossimo.

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