A Reggio Calabria le giocatrici azzurre sconfiggono in finale le americane, conquistano per la seconda volta il "mondiale a squadre" e suggellano un anno d'oro

di Mauro COLOMBO
Redazione

Se i fasti del tennis maschile sono purtroppo fermi alla Coppa Davis del 1976 (opportunamente rievocati nel recente libro autobiografico di Adriano Panatta), ci pensano le ragazze a tenere alte le sorti della racchetta made in Italy. Il week-end ha portato in dote la seconda Federation Cup, conquistata nella finale (la terza negli ultimi quattro anni) di Reggio Calabria contro gli Usa. Già, le americane: orfane delle sorelle Williams, ma pur sempre rappresentanti della prima scuola tennistica al mondo. Tanto è vero che la vittoria azzurra legittima il titolo di numero 1 del mondo assegnato all’Italia dalla Federazione internazionale.
Davvero un anno di grazia per il tennis rosa. Prima l’esaltante escalation di Flavia Pennetta, entrata trionfalmente tra le prime dieci giocatrici del ranking mondiale (risultato mai raggiunto da una tennista italiana) e ora scivolatane appena fuori (numero 11; e Francesca Schiavone è subito dietro, al 16). Poi la Fed Cup, passata attraverso le vittorie contro Francia e Russia e culminata nella finale vincente contro gli Stati Uniti. Progressi costanti, continuità di risultati, attaccamento alla causa: questo il segreto del “gruppo” di cui fanno parte anche Roberta Vinci e Sara Errani, saggiamente guidato dal Ct Corrado Barazzutti.
Se la Pennetta, infatti, è la leader trainante (due punti nei suoi singolari), anche le altre hanno risposto al meglio, mostrando una predisposizione tecnica e mentale a questa competizione – vero e proprio campionato del mondo a squadre – che fa ben sperare anche per il futuro. Complice un tabellone tutt’altro che proibitivo, in effetti, la Fed Cup 2010 sembra disegnata apposta per favorire il tris delle azzurre. Se i fasti del tennis maschile sono purtroppo fermi alla Coppa Davis del 1976 (opportunamente rievocati nel recente libro autobiografico di Adriano Panatta), ci pensano le ragazze a tenere alte le sorti della racchetta made in Italy. Il week-end ha portato in dote la seconda Federation Cup, conquistata nella finale (la terza negli ultimi quattro anni) di Reggio Calabria contro gli Usa. Già, le americane: orfane delle sorelle Williams, ma pur sempre rappresentanti della prima scuola tennistica al mondo. Tanto è vero che la vittoria azzurra legittima il titolo di numero 1 del mondo assegnato all’Italia dalla Federazione internazionale.Davvero un anno di grazia per il tennis rosa. Prima l’esaltante escalation di Flavia Pennetta, entrata trionfalmente tra le prime dieci giocatrici del ranking mondiale (risultato mai raggiunto da una tennista italiana) e ora scivolatane appena fuori (numero 11; e Francesca Schiavone è subito dietro, al 16). Poi la Fed Cup, passata attraverso le vittorie contro Francia e Russia e culminata nella finale vincente contro gli Stati Uniti. Progressi costanti, continuità di risultati, attaccamento alla causa: questo il segreto del “gruppo” di cui fanno parte anche Roberta Vinci e Sara Errani, saggiamente guidato dal Ct Corrado Barazzutti.Se la Pennetta, infatti, è la leader trainante (due punti nei suoi singolari), anche le altre hanno risposto al meglio, mostrando una predisposizione tecnica e mentale a questa competizione – vero e proprio campionato del mondo a squadre – che fa ben sperare anche per il futuro. Complice un tabellone tutt’altro che proibitivo, in effetti, la Fed Cup 2010 sembra disegnata apposta per favorire il tris delle azzurre.

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