Link: https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/voluntaritaly-loratorio-a-stelle-e-strisce-2809814.html
Speciale

Oratorio, un grande «ViaVai»

Sirio 15 - 21 luglio 2024
Share

Esperienze

«VoluntarItaly», l’oratorio a stelle e strisce

Il progetto ha coinvolto 31 universitari dei colleges Usa che, ospitati in famiglia, da volontari hanno affiancato educatori e animatori nelle attività estive. Le testimonianze di tre di loro, impegnati a Cinisello Balsamo

di Raffaele BIGLIA

11 Luglio 2024
Da sinistra, Angela Sanchez, Presley Caroland e Justin Gazzillo

L’oratorio come ponte per uno scambio culturale tra Italia e Stati Uniti. Un gruppo di 31 universitari americani, studenti di italiano nei loro colleges, ha concluso nei giorni scorsi un’esperienza di tre settimane di volontariato a contatto con i ragazzi dell’oratorio estivo.

Il progetto, chiamato «VoluntarItaly», è partito nel 2016 da un’idea di scambio culturale dei docenti Gabriele Boccaccini (Università del Michigan), Silvia Giorgini (Wayne State University e Board Director della Società Dante Alighieri Michigan) e Consiglia Adelfi (presidente della Società Dante Alighieri del Michigan, che da cento anni promuove la promozione della cultura e lingua italiana nel proprio territorio). Combinando l’attività accademica con la promozione culturale, l’iniziativa è pensata per far conoscere l’esperienza degli oratori della Lombardia. Attraverso le richieste di partecipazione, «VoluntarItaly» ha coinvolto Odl (Oratori Diocesi Lombarde) e Das (Dante Alighieri Society del Michigan), raggiungendo sempre più parrocchie e coinvolgendo un numero crescente di ragazzi. Nato come opportunità per gli studenti statunitensi di sviluppare le competenze linguistiche al di fuori degli studi accademici, il progetto prevede il coinvolgimento in una esperienza arricchente dal punto di vista umano e culturale.

All’insegna della gratuità

Quest’anno quei 31 giovani di vari colleges statunitensi hanno svolto così un’attività di volontariato negli oratori della Lombardia. Di loro, 26 sono stati assegnati alla Diocesi di Milano, i restanti cinque alle Diocesi di Brescia e Mantova. È nata così un’occasione di dialogo interculturale che arricchisce anche chi ospita questi ragazzi. I giovani, accolti da famiglie vicine alle parrocchie, durante il loro soggiorno hanno aiutato i bambini dell’oratorio estivo, affiancando ogni giorno gli animatori ed educatori, organizzando anche attività legate al loro bagaglio culturale e ai loro interessi: dalla scuola di inglese ai laboratori di graffiti di strada o all’insegnamento di balli tipici americani. Il tutto è all’insegna della gratuità: le famiglie offrono ospitalità senza alcun compenso, creando le condizioni per un vero scambio culturale, le parrocchie a loro volta mettono a disposizione le loro strutture e i loro volontari aiutano ad ambientarsi.

In queste settimane, tre ragazzi hanno prestato servizio nell’oratorio San Luigi di Cinisello Balsamo, un’esperienza che va oltre la semplice vacanza studio. Justin Gazzillo, studente di Cinema con origini italiane da parte di padre, spiega: «Volevo riconnettermi alle mie radici cercando di recuperare la storia e le tradizione dei miei antenati». Per Angela Sanchez, che studia Media e Culture in California, è stata l’opportunità di «comprendere meglio la cultura italiana anche sotto il profilo culinario e, grazie alla famiglia che mi ha ospitato, tutto questo è stato possibile. Mi sono confrontata con abitudini diverse dalle mie, come mangiare tutti insieme in famiglia lasciando da parte il cellulare». Per Presley Caroland, studentessa di psicologia in Virginia, queste settimane sono state l’occasione non solo di visitare località italiane come Como e Verona, ma anche di vivere a stretto contatto con le persone del luogo, non da semplice turista.

Ciò che accomuna le esperienze di questi ragazzi è il piacere di prestare servizio in oratorio con la calorosa ospitalità delle famiglie. «Le persone che mi hanno accolto sono le più disponibili e generose che abbia mai incontrato. Porterò sempre nel mio cuore questa famiglia e queste tre settimane in Italia», conclude Justin.