Domenica 5 marzo sarà inaugurato un percorso esperienziale nell’ex ristorante della ’ndrangheta, che oggi ospita vittime di abusi, padri separati e famiglie in difficoltà con minori

di Luisa BOVE

Sarà inaugurata il 5 marzo alle 14 a Cisliano la mostra «La violenza è un labirinto», già esposta in Galleria Vittorio Emanuele a Milano in occasione della Giornata internazionale della violenza sulle donne. L’esposizione è un percorso esperienziale per imparare a riconoscere i segni e i campanelli di allarme di una violenza.

Questa volta per la mostra è stata scelta una location particolare, la Libera Masseria, un bene confiscato alla mafia che ora ospita anche donne in difficoltà o che necessitano di protezione. La confisca dell’ex Ristorante «La Masseria» alla famiglia Valle risale al 2010. «Ora, grazie a un protocollo d’intesa con il Comune di Cisliano, l’associazione “Una casa anche per te” gestisce l’accoglienza temporanea degli ospiti – spiega l’operatrice Elena Simeti -. L’ospitalità è rivolta a famiglie, italiane o straniere, che hanno già uno sfratto esecutivo e necessitano di un’abitazione per poi tornare all’autonomia. Inoltre ospitiamo famiglie con minori, padri separati e donne in difficoltà con figli». «L’idea di esporre qui la mostra dedicata alle donne è perché riteniamo l’argomento di grande attualità e da diffondere – continua Simeti -. Inoltre la figura della donna nell’ambito della ’ndrangheta è molto particolare, perché le viene imposto chi sposare, chi frequentare… La mostra dunque è in ricordo e in onore di quelle donne che si sono ribellate all’organizzazione criminale».

La Masseria di Cisliano ha aperto i battenti poco più di un anno fa, grazie all’impegno di tanti volontari e al sostegno dell’amministrazione comunale. Dal 2010 è rimasta «terra di nessuno», finché il 13 ottobre 2014 il bene è stato confiscato in via definitiva al clan Valle-Lampada. Da quel momento la Masseria ha subito numerosi atti vandalici: rimozione delle cancellate e delle tegole dal tetto, distruzione degli impianti elettrici e idrici, allagamento degli appartamenti, furti e altri danni per un ammontare di circa 500 mila euro. Nonostante gli abitanti segnalassero l’accaduto e l’amministrazione comunale chiedesse l’assegnazione della Masseria all’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, nulla si è mosso. «Alla fine ci sono state due sedute aperte del Consiglio comunale, in cui tutte le forze politiche hanno votato all’unanimità l’impegno dell’amministrazione a ottenere risposte dall’Agenzia per tutelare il bene».

Così don Massimo Mapelli per conto della Caritas, il sindaco di Cisliano, l’allora referente regionale di Libera Davide Salluzzo, diversi cittadini e rappresentanti di varie associazioni del territorio hanno deciso di presidiare l’immobile. «Siamo entrati in Masseria il 13 maggio 2015, rimanendovi giorno e notte», ricorda Simeti. A turno volontari e abitanti hanno protetto il bene da eventuali atti vandalici, finché il 25 maggio l’Agenzia ha sbloccato la situazione. E così l’immobile è tornato a vivere con un progetto sociale. «Per riparare i danni non è stata chiamata nessuna ditta, ma tutto è stato fatto grazie al lavoro dei volontari». Durante i campi estivi di Libera i ragazzi hanno lavorato per tre settimane riparando gli ambienti e rendendo agibili 3 dei 4 appartamenti a disposizione. A settembre un elettricista in pensione ha sistemato l’impianto elettrico e Simeti con altri volontari hanno ultimato i lavori.

Nel novembre 2015 la Masseria era pronta per accogliere i primi ospiti. «Questo è stato possibile attraverso la rete di solidarietà che si era ormai creata», assicura l’operatrice. L’ultimo appartamento, il più danneggiato, è stato rimesso a posto durante il campo estivo dell’anno scorso. «Attualmente io e il mio collega stiamo accogliendo 13 ospiti – conclude Simeti -, mentre due famiglie hanno già lasciato l’appartamento e sono tornate all’autonomia».

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