Anche l’Arcivescovo tra i partecipanti alla conferenza durante la quale la Fondazione Rava presenterà alcuni progetti che coinvolgeranno diverse realtà nell’azione per prevenire e contrastare il disagio minorile. Evento diffuso anche online

di Luisa Bove

Mariavittoria Rava_Haiti
Mariavittoria Rava con uno dei bimbi assistiti dalla Fondazione ad Haiti

«Prevenzione» e «contrasto del disagio minorile». Sono le parole chiave che risuoneranno nella conferenza in programma presso il Tribunale per i minorenni di Milano (via Giacomo Leopardi 18) giovedì 22 luglio, dalle 10 alle 11.30, organizzata dalla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus. Nella mattinata interverranno tra gli altri l’arcivescovo Mario Delpini, il prefetto di Milano Renato Saccone, la dirigente del Centro giustizia minorile della Lombardia Francesca Perrini, il direttore dell’Istituto minorile Beccaria Cosima Buccoliero, il direttore dell’Ussm (Ufficio di servizio sociale per i minorenni) di Milano Mario Abrate.

La Fondazione Francesca Rava presenterà alcuni progetti che coinvolgeranno diversi stakeholders (portatori di interesse) qualificati come il Politecnico di Milano, l’Università Bicocca, la Marina militare, la Polizia postale e delle comunicazioni, la Fondazione per l’Educazione finanziaria e al risparmio, Microsoft, Le Village by Crédit Agricole, al fine di realizzare progetti in aiuto ai ragazzi del Beccaria e contribuire alla nascita di un ponte tra l’Istituto e la città. «Presenteremo la collaborazione istituzionale che la Fondazione Francesca Rava ha siglato con il Tribunale per i minorenni di Milano, il Centro giustizia minorile della Lombardia e l’Istituto Beccaria al fine di presentare dieci progetti e dieci alleanze, che sono le prime di molte che la Fondazione intende stringere intorno all’Istituto penale per i minorenni e i ragazzi detenuti», spiega Mariavittoria Rava, presidente e avvocato.

Qual è lo scopo di questi progetti?
Vogliamo creare un ponte sulla città di Milano, un contagio positivo che possa abbattere i pregiudizi e lavorare per l’inclusione lavorativa e sociale dei ragazzi, prevenire e contrastare il disagio. L’obiettivo è quello di creare una comunità responsabile, educante, con interlocutori non del settore, cioè le famiglie, le scuole, le aziende, tutti coloro che vivono vicino ai ragazzi con disagio o a rischio inciampo e che possono aiutarli e attivarsi per prevenirli. Si tratta spesso di minori che non hanno alle spalle famiglie in grado di sostenerli: quindi ci rivolgiamo alla comunità educante, ma anche alle aziende affinché, quando si parla di sostenibilità umana e sociale, questo si traduca davvero in inclusione e opportunità di lavoro per questi giovani. Perché quando un ragazzo esce dal Beccaria e cerca un lavoro è un ragazzo che ha fatto un cambiamento e, se questo cambiamento non viene accolto, tornerà ancora più deluso a fare quello che faceva in passato.

Alla conferenza avete invitato anche l’Arcivescovo…
Assolutamente sì e siamo grati e onorati della sua presenza. Questa infatti è una storia che ci lega alla Diocesi di Milano e allo spirito che anima questa iniziativa, che è uno spirito di rinascita per i ragazzi. È lo spirito che ci anima fin dalle origini della nostra Fondazione, nata da un sacerdote che in America Latina accolse i primi bambini dal carcere minorile in Messico. Noi ci basiamo moltissimo sul volontariato, quindi sul dono di se stessi, pertanto il valore del servizio e della carità sono alla base di questi progetti.

Vi siete già occupati in passato di minori? Con quali attività?
Noi siamo presenti su tutto il territorio nazionale, collaboriamo con più di 700 case famiglia, comunità per minori e mamma-bambino realizzando progetti concreti in risposta alla povertà educativa e sanitaria. Ogni anno, grazie all’iniziativa nazionale In Farmacia per i bambini, raccogliamo prodotti da banco e farmaci pediatrici per aiutare i bambini in difficoltà economica e sanitaria accolti nelle varie strutture; inoltre abbiamo progetti di inclusione scolastica per i bambini con bisogni speciali e in situazioni di particolare di fragilità. Di recente, a causa del Covid, ci siamo attivati anche sulla didattica a distanza.

Per i vostri nuovi progetti avete coinvolto diversi partner importanti…
Abbiamo partnership con la Polizia postale e delle Comunicazioni e con Microsoft, per esempio, che ci permettono di aiutare i ragazzi a utilizzare questi strumenti digitali proteggendosi dai rischi del web. In realtà la nostra storia parte in Messico, dove nel 1954 i primi bambini accolti nella nostra casa erano minori reclusi in carcere che avevano rubato per dare da mangiare ai loro fratellini. Quindi il fondatore della nostra organizzazione, che era un avvocato criminologo, convinse il giudice a non condannare quei ragazzi, ma ad affidargli la tutela. In Messico è nata così la prima casa NPH (Nuestros pequenos hermaños), che oggi accoglie 800 bambini di strada: il nostro metodo educativo è stato studiato da Erich Fromm, famoso filosofo e psicologo tedesco. Ora tutte le alleanze con aziende, istituzioni, università, Politecnico, Bicocca, ecc, sono volte a portare qualcosa di innovativo all’interno dell’Istituto Beccaria e all’esterno nella società per responsabilizzare le persone, i genitori, i docenti e le aziende.

 

 

 

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