Link: https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/scarp-de-tenis-fa-300-e-la-strada-continua-2871324.html
Radio Marconi cultura
Share

Rivista

«Scarp de’ tenis» fa 300, e la strada continua

Il prestigioso traguardo, raggiunto nel trentennale del mensile, celebrato con un dibattito a cui ha partecipato Michele Serra, che ha diretto il numero appena uscito: «Un giornale ricco perché parla dei poveri»

di Claudio URBANO

28 Aprile 2026
I quattro direttori: da sinistra, Paolo Brivio, Michele Serra, Stefano Lampertico e Paolo Lambruschi

«C’è ancora posto, per il mondo della strada, nel mondo della comunicazione?». Una domanda retorica se a porsela è un mensile di strada che taglia questo mese il traguardo dei 300 numeri, e dei 30 anni di pubblicazione e di vendita diretta, fatta da venditori “di strada”. Un giornale, Scarp de’ tenis, pubblicato dalla Caritas Ambrosiana (con la collaborazione anche di tante altre redazioni legate a Caritas sparse per l’Italia) e arrivato, nel 2025, al record di 123 mila copie distribuite, di cui 96mila vendute proprio nelle piazze o davanti alle chiese.

Dietro i numeri le storie

E in questo caso proprio non si sbaglia se si dice che dietro questi numeri ci sono le storie di ciascuno, a partire proprio da quelle dei venditori, che nel numero ora in uscita sono protagonisti anche della copertina: 93 quelli attualmente attivi, coinvolti in questa avventura collettiva tra quanti si rivolgono, magari perché espulsi dal mondo del lavoro, ai Centri di ascolto Caritas. La formula è semplice: metà del prezzo di copertina (tra compenso diretto, assicurazione e parte fiscale) va a favore dei venditori.

Una domanda retorica, quindi, ma ancora da rilanciare, come Scarp ha voluto fare nella mattinata di martedì 28 aprile, invitando molti dei protagonisti del mondo Caritas e alcuni amici giornalisti – tra cui anche Paolo Lambruschi, primo direttore del giornale -, a confrontarsi su questo tema insieme a Michele Serra, invitato a dirigere proprio questa edizione speciale del mensile.

Al centro Michele Serra

Un mondo di cui occuparsi

«Le scarp del tenis ora si chiamano sneakers e sono di moda», ha notato l’editorialista di Repubblica, ma «i numeri della povertà fanno impressione: in Italia sono quasi 6 milioni i cittadini considerati sotto la soglia della povertà (5,7 milioni secondo l’Istat, nel 2023), ma soprattutto sono quasi 13 milioni le persone subito sopra la soglia di povertà. Non si tratta quindi di una questione retorica: è un problema, anzi, molto concreto».

E se clochard in francese significa “zoppicante”, e quindi anche colui che si trascina, che sta ai margini, «sarebbe bene che ci occupassimo di più anche di questo mondo», ha rilanciato Serra, che ha sintetizzato così il valore di Scarp de’ tenis: «è un giornale ricco, perché parla dei poveri».

Attenzione e qualità

Un’intuizione, questa, che ha guidato il giornale in tutti questi anni. Fin da quando, hanno ricordato Paolo Brivio, già direttore del mensile, e Stefano Lampertico, che lo dirige ora, don Virginio Colmegna decise di coinvolgere un gruppo di giornalisti per dare slancio e qualità a questo giornale di strada. Oggi, chi è senza dimora non finisce mai sul giornale perché ha un desiderio da esprimere, o una storia da proporre. Scarp invece non solo offre una parte di reddito a chi, suo malgrado, fa parte del mondo della strada, ma in questi anni si è preso il compito di raccontare le storie che sulle pagine principali dell’informazione spesso non vengono raccontate.

Un tema ripreso da Serra, con un auspicio per il mondo dell’informazione: quello di non lasciarsi schiacciare dalla fascinazione del potere, rischiando quindi di dedicare a esso gran parte dell’attenzione, ma di saper guardare a tutta la società. Insieme a questa prospettiva, Serra ha sottolineato la qualità del lavoro giornalistico fatto da Scarp, indispensabile, del resto, per arrivare a trent’anni di vita e 300 numeri pubblicati. E, al terzo settore e in particolare al mondo cattolico, da laico e non credente il giornalista ha riconosciuto quella marcia in più, nel guardare fattivamente ai problemi concreti della gente, che potrebbe essere uno sprone anche per molti altri.

Gli intervenuti al convegno

Casa, diritti e pace

Il numero di Scarp in vendita proprio in queste settimane si è dunque interrogato su tre dimensioni irrinunciabili quando ci si pone dal punto di vista degli ultimi, facendo il punto sul tema della casa, su quello dei diritti e sull’impegno per la pace. Non solo storie personali, ma questioni che toccano tutti, molto da vicino.

E, in effetti, nel dialogo con Serra molti stimoli sono arrivati proprio da chi conosce da vicino tanto il mondo della povertà quanto la realtà “di base” delle parrocchie, e quindi di chi, spesso, è pronto a dare una mano.

A partire da Erica Tossani, condirettrice di Caritas Ambrosiana, che si è chiesta come fare per non schiacciare il racconto degli “ultimi”, come spesso avviene, su una narrazione che fa leva sulla paura del diverso, ma neanche, solamente, sulla chiave della compassione. O come monsignor Luca Bressan, presidente di Caritas, da cui è arrivato l’auspicio che Scarp e le sue storie raggiungano un pubblico sempre più ampio, a partire dai più giovani. D’altra parte, «Scarp si vende davanti alle chiese ma ha un taglio laico, per tutti», ha ricordato uno dei venditori, secondo cui il giornale è ora talmente conosciuto da essere, ormai, forse più famoso della celebre canzone di Jannacci da cui prende nome.

Auguri, dunque, per il prossimo tratto di strada, sapendo che le domande che si pone Scarp sono quelle di chi, spesso, rimane nell’ombra, ma anche quelle di tutti i lettori.

 

Leggi anche

Speciale
Il direttore Stefano Lampertico con alcuni venditori

«Scarp de’ tenis» compie 30 anni e dice 300 volte grazie

Il giornale di strada, strumento di inclusione per le persone senza dimora, edito da cooperativa Oltre e sostenuto da Caritas, celebra il trentennale di diffusione. Martedì 28 aprile presentazione del 300° numero e dialogo con Michele Serra (che lo dirige)