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Milano

Sant’Egidio ricorda le persone morte per la durezza della vita in strada

Domenica 1 febbraio, nella chiesa di San Bernardino alle Monache, alla presenza di tanti senza fissa dimora e di amici che li aiutano, saranno letti i nomi dei deceduti nel corso degli anni fino alle ultime settimane

30 Gennaio 2026

A 43 anni dalla sua scomparsa, in tanti, tra senza fissa dimora e amici che li aiutano ogni giorno nelle stazioni e in diversi luoghi della città, renderanno omaggio domenica 1 febbraio, nella chiesa di San Bernardino alle Monache a Milano (vedi qui la locandina), a Modesta Valenti, la donna che il 31 gennaio 1983 morì alla stazione Termini di Roma perché, essendo sporca, un’ambulanza si rifiutò di portarla in ospedale. Lo scandalo di quella morte e di tante altre che ne sono seguite in tante altre città ha fatto nascere questa memoria di tutte le persone morte per la durezza e la vita in strada.

Una candela e un fiore

Insieme a lei, durante la celebrazione, promossa come ogni anno dalla Comunità di Sant’Egidio in tante città europee, verranno ricordate le tante persone che sono morte in strada a Milano negli ultimi anni fino a pochi giorni fa. Per ognuna di loro verrà accesa una candela davanti all’icona della Madre della Misericordia, dipinta in onore di Modesta. Oltre centocinquanta nomi saranno pronunciati nella liturgia che allo stesso tempo festeggia con un inno alla vita un’amicizia ritrovata tra tanta gente.

Al termine tutti riceveranno un fiore benedetto, segno di protezione per la vita di ognuno di memoria perché la povertà non significhi solitudine anche nella morte, in particolare di chi è più povero e fragile. Seguirà un pranzo per le persone senza dimora e chi li aiuta, nello spirito osservato da papa Francesco: «A Sant’Egidio si confonde chi serve e chi è servito».

I morti del 2026

Nel 2025 sono state 48 le mpersone morte in strada a Milano. In questo nuovo anno appena iniziato sono tre le persone decedute: Andrea Colombo, 34 anni, morto il 5 gennaio al confine tra Milano e San Donato Milanese; Gharia Narendra Singi, indiano, 51 anni, morto il 9 gennaio alla stazione di Cadorna; il 40enne ritrovato sotto il cavalcavia di viale Padova il 16 gennaio.

Attenzione a ogni singola persona

«L’immagine di questa liturgia- dice Ulderico Maggi della Comunità di Sant’Egidio – che unisce persone fra le più fragili della città e chi sceglie di stare loro accanto per assistere e soprattutto instaurare legami umani e di amicizia, parla chiaramente di una Milano che non si rassegna a considerare normale e inevitabile una ferita così grave. Non accettiamo la parola “irriducibili” spesso utilizzata nel discorso comune, perché semplifica e accusa chi non volesse “ridursi” a un sistema che non è ancora in grado di accogliere il bisogno di tutti. Sappiamo molto bene che il diffusissimo disagio psichico rende molto più complessa l’interpretazione delle scelte di queste persone. C’è bisogno di rapporti solidi e costruiti nel tempo, per instaurare fiducia e possibilità di protezione. D’altra parte ogni nuova morte deve rimanere una ferita aperta nella coscienza della città. Nessuna di queste ferite deve essere dimenticata o resa meno dura dal tanto lavoro che molti operano con generosità. Lo sforzo di tutti – istituzioni e privati – deve convergere in una cultura sempre più attenta a ogni singola persona, per creare nuovi spazi di prossimità, esperienze di Housing first che superino la logica della temporaneità, perché le persone senza dimora sono traumatizzate da precarietà. Infatti, il diritto alla casa che deve diventare un diritto umano per tutti. Infine, chiediamo uno sforzo ulteriore per integrare gli interventi sociali con quelli sanitari, specie per le persone affette da alcolismo e patologie psichiche, che rappresentano la maggior anzi di chi vive per strada».

Sant’Egidio a Milano

A Milano Sant’Egidio accoglie e accompagna da vicino in casa centinaia di persone senza dimora con tre forme di servizi. Decine di persone in esperienze di housing (tra cui due housing first). La “Caffetteria dell’Amicizia”, un centro diurno aperto tutto l’anno senza interruzioni tre mattine a settimana con un servizio di colazione, docce, assistenza medica e legale e residenza anagrafica, frequentato da un centinaio di persone. Inoltre, sono attive 6 unità di strada serali e notturne (presso le stazioni di Garibaldi e Cadorna, nel Centro e in zona Tibaldi), per il primo contatto, la costruzione di percorsi ulteriori individuali e l’assistenza emergenziale (assistenza medica, legale, cibo, sacchi a pelo e coperte).