Il celeberrimo Discobolo, ma anche il Diadumeno (colui che si cinge la fronte) e l’Apoxyòmenos, l’atleta che si deterge il corpo dopo l’allenamento. Nei giorni delle Olimpiadi invernali tre capolavori dell’arte classica, reinterpretati dagli studenti dell’istituto grafico Kandinsky di Milano, danno vita alla mostra «Uno sport di valore», che accoglie nella chiesa di Sant’Antonio a Milano i ragazzi che lì incontreranno alcuni dei più conosciuti campioni dello sport.
Gli antichi greci vedevano nella perfezione degli atleti un riflesso dell’armonia tra corpo e spirito. L’intuizione delle Olimpiadi moderne è stata quella di proclamare valori universali attraverso lo sport. Così gli studenti del Kandinsky – il cui progetto è stato scelto in una selezione promossa tra le scuole superiori dalla Fom -, hanno riflettuto sui valori di Amicizia, Rispetto ed Eccellenza espressi nella Carta Olimpica, sviluppando non solo un progetto grafico, ma anche una riflessione da offrire ai visitatori.

Dieci pannelli
«Abbiamo lavorato sul legame tra lo sport olimpico nelle sue espressioni classiche e i valori moderni», spiegano Alessandra De Blasi e Laura Zaninelli, docenti di Discipline pittoriche e Storia dell’Arte, che hanno guidato gli alunni insieme ad altri colleghi nella realizzazione della mostra. Ne è nata un’opera organizzata in dieci pannelli espositivi – l’intenzione è che ciascun oratorio possa chiedere in prestito e ospitare la mostra nei propri spazi dopo la fine dei Giochi – in cui tanto le immagini quanto le parole che le accompagnano invitano a leggere la bellezza del gesto atletico anche come apertura alla condivisione e all’incontro.
Come nella rilettura del valore dell’Amicizia, in cui gli studenti hanno visto la possibilità di sognare insieme. O del valore del Rispetto, indispensabile anche perché, fanno notare i ragazzi, lasciando trasparire un tratto più personale, noi «non siamo copie, ma persone che sbagliano e migliorano». Mentre, nelle grafiche, le figure greche si compongono insieme a immagini dei Giochi, dal braciere ai luoghi di Milano e Cortina: «Le abbiamo realizzate con l’intelligenza artificiale, che, in modo guidato, sta entrando anche nella scuola», sottolineano le docenti.
Uno sguardo sullo sport dalla parte dei ragazzi, quindi, in una mostra che – dal 9 al 13 e dal 16 al 20 febbraio, e poi ancora dal 9 al 13 marzo, durante le Paralimpiadi – potrà essere visitata da chiunque vorrà fermarsi nella chiesa di via Sant’Antonio, a pochi passi dal Duomo.



