Selezionati nel concorso promosso da Odielle, al Meazza Watt, Nuovo Corso Café e Neverending apriranno il concerto del cantautore. Straordinaria offerta last minute per gli oratori: ingresso a 1 euro

di Filippo MAGNI

Van de Sfroos

Venerdì 9 giugno alle 20.30 il grande concerto di Davide Van de Sfroos allo Stadio di San Siro. Straordinaria offerta last minute per i gruppi degli oratori: ingresso a 1 euro. È sufficiente che un capogruppo chiami il numero 392.9038208 (Paolo) per info e ritiro biglietti.

Il sogno di Watt, Nuovo Corso Café e Neverending diventa realtà. Partiti dal palco dell’oratorio, suoneranno a San Siro. Sono le tre band scelte da Davide Van De Sfroos come gruppi spalla per il suo concerto del 9 giugno al Meazza.

Straordinaria offerta last minute per i gruppi degli oratori: ingresso a 1 euro. È sufficiente che un capogruppo chiami il numero 392.9038208 (Paolo) per info e ritiro biglietti.

«Le abbiamo individuate negli oratori tra i complessi che hanno mandato la loro demo a “Cresciuto in oratorio”», racconta. Iniziativa di Odielle (Oratori diocesi lombarde) con lo scopo di ribadire il ruolo centrale degli oratori nella nostra società, istituzioni educative fondamentali per la crescita dei ragazzi nel corpo e nello spirito, palestra della società del futuro.

Si è trattato di una sorta di concorso-laboratorio di grande successo: hanno partecipato più di 70 band da tutta la Lombardia. «Abbiamo favorito ragazzi sotto i 30 anni al debutto, magari al primo album – precisa il cantautore comasco -. E poi abbiamo verificato che effettivamente avessero una storia e un presente da “Cresciuti in oratorio”». La difficoltà è stata data dall’abbondanza, assicura: «Era lecito attendersi gruppi simpaticamente sgangherati. Invece la qualità media dei partecipanti è alta, molti hanno proposto video ben girati, con canzoni registrate in modo professionale» (si possono ascoltare su www.cresciutoinoratorio.it).

Le tre band selezionate suoneranno nel tardo pomeriggio di venerdì 9, quando buona parte del pubblico sarà già nello stadio o in arrivo. I milanesi Watt hanno una cantante giovanissima, solo 12 anni, ma «credibile – afferma Van De Sfroos – perché i testi sono coerenti con la sua età. La band ha una ritmica frizzante, propone un pop non banale che ha una strana alchimia». I bergamaschi Neverending si ispirano a Cesare Cremonini «con freschezza, i testi viaggiano, sono al loro primo disco e credo che staranno benissimo sul palco», commenta. Nuovo Corso Cafè, milanesi di Greco, «sembrano un circolo di musicisti crossover tra pop e canzone d’autore. Non sono cantautori fuorimoda troppo impegnati o pieni di elucubrazioni, ma propongono un pop swing con testi articolati e poetici».

Van De Sfroos ha incontrato per la prima volta i tre gruppi venerdì 19 in piazza Duomo, alla festa di lancio dell’oratorio estivo con migliaia di ragazzi. «Erano felicissimi e ansiosi di suonare, non vedono l’ora», afferma. L’augurio, prosegue, «è che per loro sia un bel momento e tra qualche anno ripensino sorridendo a “quel matto che cantava in dialetto e ci ha chiamati a suonare a San Siro”». Chissà poi se la musica diventerà il loro lavoro. «Questo non è importante – ribatte il cantautore -. Non ci troviamo in un talent isterico dove si mette in ballo tutta la propria vita. Un giovane musicista può diventare poi astronauta o calciatore, ma i momenti che ha vissuto suonando con un gruppo non glieli toglie nessuno e anche se suonerà solo la domenica o in qualche festa, proverà gioia e trasmetterà gioia perché questa è la sua passione».

Suonare con i giovani rinnova lo spirito, secondo Van De Sfroos, che spesso si fa accompagnare sul palco dai venticinquenni Shiver. Ascoltare le decine di video che hanno partecipato a Cresciuto in oratorio è stato per lui un tuffo nella passione pura per la musica. «Mi ha dato un grande senso di continuità – ammette -: più passa il tempo, più voglio vedere anche altri avere spazio ed essere considerati. I ragazzi restituiscono, a chi è più navigato, la gioia del suonare: l’emozione nei loro occhi è contagiosa. Io a 52 anni posso essere a volte stanco, stufo, arrugginito, posso vedere gli ingranaggi sporchi dietro la magia della musica. Le band giovani ti restituiscono una visione pura, valore che non ha prezzo».

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