All’Humanitas inaugurato il nuovo reparto “Emergency Hospital 19”, dotato di 6 moduli, tra cui la Terapia intensiva. Monsignor Delpini ha benedetto la struttura

di Annamaria BRACCINI

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Costruito in sole 11 settimane, con un lavoro sinergico che ha visto riuniti progettisti, ingegneri, medici, personale, dirigenza amministrativa e maestranze. È la nuova realtà “Emergency Hospital 19” dell’Istituto Clinico Ircss Humanitas di Rozzano. Una struttura, all’avanguardia e innovativa, nata per rispondere alle emergenze attuali e future legate ai virus e alle malattie infettive, come ha spiegato Gianfelice Rocca durante la cerimonia di inaugurazione svoltasi alla presenza dell’arcivescovo di Milano – che ha benedetto il nuovo reparto – di autorità, clinici, politici tra cui l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. Autonomo e indipendente, progettato da Techint, il Padiglione è dotato di Pronto Soccorso, Diagnostica, Terapia Intensiva, con 12 postazioni, e sub-intensiva, degenze e sale operatorie, occupando un’area complessiva di circa 2700 mq. Costata 12 milioni di euro, di cui 9 elargiti dal gruppo Intesa San Paolo, la realizzazione è stata resa possibile grazie al contributo dell’Istituto Clinico Humanitas, TenarisDalmine, Fondazione Rocca e Fondazione Humanitas per la Ricerca, cui si deve lo sviluppo scientifico del progetto. Particolarmente interessante è che i 6 moduli che formano il Reparto siano facilmente componibili o destrutturabili e anche trasferibili dove ve ne sia più bisogno e che quella di Rozzano sia la prima delle tre realtà, dedicate all’emergenza, in via di costruzione a Bergamo, presso Humanitas “Gavazzeni”, e Castellanza, in Humanitas “Mater Domini”.

Le parole dell’Arcivescovo

«La preghiera di benedizione significa la consapevolezza che abbiamo bisogno di un’alleanza, non solo fra noi e fra le Istituzioni, ma con Dio. Da credenti riteniamo che solo questa sia l’alleanza che salva e che rende possibile tutte le altre che hanno contribuito a quest’opera di cui possiamo andare fieri», ha detto l’Arcivescovo, poco prima della benedizione e del taglio del nastro. «Possiamo ammirare la molteplicità delle competenze, la rapidità dell’esecuzione, la lungimiranza della tecnologia e della previsione. Di tutto questo siamo grati, ma, insieme, dobbiamo riconoscere che abbiamo bisogno di una benedizione più affidabile, di una presenza più certa, della Potenza che salva. Ascoltando gli interventi e la drammaticità delle testimonianze, mi sono confermato nell’idea che la sapienza viene dalle nostre sconfitte, prima che dalle nostre ambizioni. Possiamo dire che l’umanità è stata sconfitta dal virus, ha riconosciuto di essere indifesa, impreparata, smarrita e che, dunque, siamo stati sconfitti. Però la sconfitta, per coloro che credono in Dio, non è mai un motivo per disperare, ma per imparare una sapienza più alta. Il desiderio è di rimanere sempre in quella “humilitas” – nella consapevolezza dei nostri limiti – che ci permette di avere il coraggio di guardare oltre invece che rassegnarci».

Interventi

Interventi – quelli a cui ha fatto riferimento il vescovo Mario – che hanno dato il senso di uno sforzo corale di fronte alla pandemia: basti pensare che, dal 21 febbraio a maggio, gli ospedali Humanitas in Lombardia, hanno curato più di 2.300 pazienti affetti da Covid-19, riconvertendo le strutture, mettendo a disposizione oltre 600 posti letto e raddoppiando i posti in Terapia Intensiva (creandone 58 ex-novo in aggiunta ai 56 già esistenti), e in Pronto Soccorso.
Un impegno sottolineato dalla vicesindaco di Rozzano, Cristina Perazzolo, presenti anche i Primi cittadini di Pieve Emanuele e Basiglio, comuni che circondano Humanitas.
Di «una giornata importante», ha parlato Gallera, nel richiamo al sistema lombardo di collaborazione tra pubblico e privato, tra società civile, cittadini, medici, Istituzioni. Così come ha evidenziato, con particolare soddisfazione, il presidente Rocca che ha dedicato a 3 medici morti di Covid – due a Bergamo e uno a Castellanza proprio ieri – il nuovo Padiglione. «Fare bene cose belle, con spese sostenibili, che siano accessibili a tutti i cittadini è il nostro impegno sintetizzabile nello slogan “Insieme per la salute di tutti”».
Per Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, si tratta di coniugare «collaborazione, ricerca, tecnologia che incrocia la cura e contenuti». Particolarmente toccanti le testimonianze di Antonio Vozza, responsabile del Pronto Soccorso e di Maurizio Cecconi, responsabile di Anestesia e Terapie Intensive, e Presidente eletto della Società Europea di TI: «Competenza, collaborazione, condivisione sono le “C” del nostro mantra».

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