Aveva 82 anni e ha guidato il movimento provinciale dal 1981 al 1987. Fu esponente importante del movimento operaio e cooperativo

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Corrado Barbot con il cardinale Carlo Maria Martini

È mancato oggi, a 82 anni, Corrado Barbot, già presidente delle Acli Milanesi dal 1981 al 1987. Era nato nel 1938 ad Aviano, nei pressi di Pordenone.

Muratore, poi capomastro, conquistò con caparbietà il diploma di geometra, e all’attività professionale affiancò quasi da subito una grande passione sociale che era alimentata dalla conoscenza di due grandi figure di sacerdoti legati alle Acli, don Paolo Villa (poi divenuto Piccolo Fratello di Gesù sulle orme di Charles de Foucauld) e don Raffaello Fiora. Da qui fu quasi naturale il passaggio alla militanza piena nel Movimento, al seguito di quella straordinaria figura di animatore che fu Gian Mario Albani. Nel 1963 entrò per la prima volta a far parte del Consiglio e della Presidenza provinciali, e a partire dal 1966 fu per sei anni, nella Presidenza di Pietro Praderi, a capo dell’organizzazione delle Acli milanesi, in un’epoca in cui esse contavano più di 500 Circoli su tutto il territorio provinciale ed erano una forza sociale (e in qualche misura politica) rispettata e per certi versi temuta, almeno in certi ambienti. Fu  anche il periodo delle maggiori difficoltà delle Acli nel rapporto con la politica e la gerarchia ecclesiastica, con la rottura del rapporto collaterale con la DC , la “scelta socialista” di Vallombrosa, il ritiro del consenso da parte della Cei, la “deplorazione” di Paolo VI, le scissioni.

Nel 1981, quando il XX Congresso provinciale sancì un cambiamento di orientamenti all’interno delle Acli di Milano, Barbot divenne Presidente provinciale: furono anni complicati, sia sotto il profilo politico, sia sotto quello organizzativo, e la Presidenza guidata da Barbot dovette affrontare sia un significativo ricentramento della linea politica e culturale delle Acli, sia un severo ridimensionamento della struttura, impegnandosi tuttavia a non lasciare senza un posto di lavoro i dipendenti che dovevano uscire dalla struttura associativa.

Alle elezioni politiche del 1987 Barbot si candidò nelle liste della Democrazia Cristiana, ma non venne eletto: lasciata a Lorenzo Cantù la Presidenza delle Acli, pur mantenendo intensi legami con il Movimento si dedicò alacremente all’attività cooperativistica, sia sotto il profilo professionale, sia sotto quello associativo , assumendo la guida di Confcooperative Milano e rilevanti incarichi nazionali.

Ormai indebolito  nel fisico, è stato contagiato dal Coronavirus ed è deceduto stamane presso l’Ospedale San Matteo di Pavia.

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