Il premio «Reboot-Rinvio» aiuterà il 18enne studente di istituto tecnico a ovviare ai limiti tecnologici riscontrati durante l’anno scolastico, che non sono stati però l’unico inconveniente della Dad: «Mi mancava il confronto diretto con i compagni»

di Cristina CONTI

Jean Paolo Villegas
Jean Paul Villegas con il Premio Reboot

«Uno stop forzato che mi ha colto di sorpresa». Così Jean Paul Villegas, tra i ragazzi che hanno ricevuto il premio «Reboot-Rinvio», descrive la prima esperienza di didattica a distanza. Diciotto anni compiuti da poco, Villegas studia all’Istituto Tecnico con indirizzo amministrativo, finanziario e marketing e a settembre andrà in quinta superiore. «Quando ho ricevuto il premio mi sono sentito molto felice e grato per il sostegno dato a me e agli altri ragazzi», racconta.

Affrontare la didattica a distanza non è stato semplice. Anche perché le difficoltà della situazione si sono sommate a quelle che i ragazzi stavano già vivendo nella loro vita personale. «Mi ero trasferito da poco – spiega -. Non potevo usare il wi-fi fisso e così usavo solo il telefono e le cuffiette. Ma mi sono accorto subito che i 20 giga che avevo di abbonamento, con le videolezioni si consumavano molto in fretta. Così ho aggiunto più giga per fare più cose…». Ormai le nuove tecnologie sono diventate molto importanti anche per lo studio da casa: ricerche, tesine, apprendimento delle lingue straniere trovano nel web e nelle applicazioni un alleato molto importante. E la didattica a distanza non esauriva lo studio giornaliero. Anche il momento di lavoro personale dopo le lezioni avveniva davanti a uno schermo. Così le giornate passavano relazionandosi con il mondo esterno solo attraverso un dispositivo.

Seguire le lezioni online non è stato facile anche per la dimensione sociale, tanto importante per gli adolescenti. “È stato molto diverso vivere la scuola in questo modo rispetto alle solite lezioni in presenza – aggiunge -. Mancava infatti il confronto diretto con i compagni, non c’era l’intervallo. Cercavamo di tenerci in contatto con Whatsapp e con le telefonate, perché vederci in presenza non era possibile». Una dimensione completamente nuova che ha fatto sentire i ragazzi più soli.

L’anno prossimo Villegas finirà la scuola superiore. «Mi piacerebbe molto continuare a studiare sempre nel campo dell’economia e della finanza», dice. E il premio che ha avuto in regalo gli sarà sicuramente utile per approfondire gli studi di cui è appassionato.

 

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