Su Teams alle 21 il primo di una serie di incontri promossi dalla Sezione milanese dell’Amci per riflettere sulle conseguenze umane e professionali della pandemia

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Da un anno i medici – come uomini e insieme come professionisti – stanno facendo i conti con la pandemia, tra fatica, paure, preoccupazioni e stravolgimento del lavoro. Qualcosa è cambiato in loro, attorno a loro, nei loro sguardi del prenderci cura di altri come loro?.

La sezione di Milano dell’Associazione Medici Cattolici (Amci) propone una serie di incontri nei quali interpellarsi per poter diffondere «una cultura della cura, quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti» (papa Francesco, Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2021).

Nel primo appuntamento, lunedì 1 febbraio, alle 21 sulla piattaforma Teams (per collegarsi iscriversi entro il 31 gennaio a dott.albertocozzi@libero.it), si parlerà di «Covid-19: una ferita nella vita e nell’anima del medico», con gli interventi di Antonio Brucato (direttore Uoc Medicina all’Ospedale Fatebenefratelli e professore associato di Medicina Interna all’Università degli Studi di Milano), Francesca Tardini (anestesista rianimatore, 1° Servizio Anestesia e Rianimazione al Gom Niguarda) e Francesca Santini (cardiologa, Istituto Clinico Città Studi, Milano). Coordina e modera Alberto Scanni (primario emerito oncologo, consigliere Amci).

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