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Intervista

Greenaccord sul risparmio energetico: «Servono responsabilità e cura che fanno bene all’economia e all’ambiente»

Il presidente Alfonso Cauteruccio parla in occasione della Giornata nazionale (16 febbraio), istituita dal Parlamento nel 2022, ma la cui anima è la campagna “M'illumino di Meno”, lanciata nel 2005, che per questa XXII edizione dà voce alla scienza

di Gigliola ALFAROAgenSir

16 Febbraio 2026
Pannelli fotovoltaici (foto Sir)

“M’illumino di Meno” è la campagna radiofonica per la sostenibilità ambientale e il risparmio delle risorse lanciata nel 2005 dal programma Caterpillar di Rai Radio2. Nel 2022, con il voto del Parlamento, “M’illumino di Meno” è diventata Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili (l. 34/2022). La Giornata si celebra il 16 febbraio di ogni anno. È la festa del rispetto per l’ambiente e dello slancio verso un futuro sostenibile. La XXII edizione di “M’illumino di Meno” mette al centro la scienza , per raccontare il contributo fondamentale di scienziate e scienziati nella ricerca di soluzioni alla crisi climatica e nella costruzione di modelli di sviluppo alternativi e più virtuosi. Con Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord, facciamo il punto su quanto il tema del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili sia entrato nella quotidianità degli italiani.

In Italia la necessità di puntare sul risparmio energetico e su un cambiamento degli stili di vita è stato compreso o ci sono resistenze?
Il tema del risparmio energetico sta molto a cuore ai cittadini data la lievitazione dei costi della bolletta energetica. Però il tema dell’energia non può essere solo un tema da portafoglio perché il consumo di energia tocca il cuore della cura della casa comune poiché l’innalzamento dei consumi produce di conseguenza maggiore produzione di emissioni climalteranti dal momento che circa la metà della produzione elettrica deriva da fonti fossili. Risparmio energetico significa dunque un’azione concreta di responsabilità e di cura che fa bene all’economia familiare e all’ambiente per questo si lega agli stili di vita. Ben venga dunque la Giornata del risparmio energetico che serve a sensibilizzare e a rendere coscienti i cittadini di quanto sia importante qualsiasi gesto che permette di conseguirlo. Ma tali “gesti” non sono automatici ma derivano da scelte consapevoli e costanti che spesso da tanti sono ritenute “inutili” perché semplici gocce nel mare. Proprio questa presunta inutilità porta a comportamenti e a resistenze che rendono inefficaci gli sforzi per conseguire risultati significativi e duraturi.

Gli adulti fanno più fatica nel cambiare le proprie abitudini?
Mentre la generazione nata prima del boom economico degli anni Settanta era abituata ad essere attenta a tutto ciò che potesse produrre consumo inutile – chi non ricorda i nonni che sistematicamente spegnevano le luci quando non c’era effettivo bisogno –,la generazione degli adulti di oggi è meno adusa a curare che non vi siano sprechi perché si ha l’idea che anche una certa inutilità sia in fondo “comodità” e sintomo di benessere per cui subentra una certa pigrizia mentale che, come stigmatizza la Laudato si’ (59), “consolida un certo intorpidimento e una spensierata irresponsabilità”.

Gli adolescenti e i giovani di solito sono molto impegnati in attività a favore dell’ambiente, ma nella vita quotidiana effettivamente sono capaci di evitare gli sprechi?
I comportamenti dei giovani di oggi riflettono molto le abitudini dei loro genitori anche se, a differenza delle generazioni precedenti, sono molto eruditi sulle sfide ambientali odierne e sulle conseguenze che avranno sugli standard di benessere della loro vita futura.Oggi abbiamo giovani molto impegnati e attivi in campo ambientale con grande attenzione agli sprechi e ai consumi ma la maggioranza vive in una sorta di bolla di consapevolezza inattiva che stride con quanto ci si dovrebbe attendere da loro poiché rinunciare a ciò che soddisfa materialmente la propria vita diventa poco attrattivo: perché stare attenti alle logiche di consumo eccessivo, perché la sobrietà dev’essere materia di stile di vita?

La Chiesa invita a custodire il Creato, sono stati tanti gli interventi di Papa Francesco e di recente di Leone XIV. Quanto le comunità cristiane in Italia accolgono queste sollecitazioni e sono impegnate sul fronte della sostenibilità?
Ritengo che la cura della casa comune e il forte legame con la vita di fede siano entrati nella vita quotidiana delle comunità cristiane e che temi come sobrietà, stili di vita sostenibili e prendersi cura del creato facciano parte del linguaggio e dell’esperienza dei fedeli e che molti, con convinzione e coerenza, ne hanno fatto un programma di vita e di azione. Gli insegnamenti di Leone XIV sono in continuità con quelli di Papa Francesco e la cura del creato – segno di appartenenza, di responsabilità e creatività – consente di accogliere e di avvertire la presenza di Colui che “venne ad abitare in mezzo a noi”.

Cosa può aiutare a un vero cambio di passo?
Nonostante tanti insegnamenti e richiami accorati del magistero, tanto rimane ancora da fare per far sì che i fedeli vivano un rapporto armonioso con il creato che renderebbe naturale prendersi cura delle fragilità di ogni tipo.Un passo in avanti sarebbe certamente quello di inserire maggiormente la teologia e la spiritualità del creato nella trasmissione della fede e nei programmi di Università, seminari, catechesi, omelie, ritiri spirituali.

Il giornalismo può aiutare e in che modo a cambiare abitudini?
Da quando Greenaccord ha iniziato ad operare (2003) per “formare i formatori”, ha seguito l’intuizione che i giornalisti possano davvero essere un fattore di moltiplicazione positiva di idee, buone prassi, stili di vista corretti.
Più che insegnare funziona la diffusione di esempi concreti, di storie di persone che vivono quello in cui credono. “Capare” le testimonianze con fiuto e discernimento è ciò che rende un giornalista efficace e capace di diventare una garanzia di qualità e serietà contro il proliferare di chi si serve del green per mascherare attività che non ne hanno i requisiti. Ciò purtroppo è uno sport ben praticato e diffuso.

La Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili è stata istituita ufficialmente dal Parlamento italiano nel 2022. Tuttavia, la sua anima è la campagna “M’illumino di Meno”, lanciata nel 2005 dalla trasmissione Caterpillar su Rai Radio 2. Quest’anno giunta alla XXII edizione, “M’illumino di Meno” dà voce alla scienza: quale può essere il contributo di scienziate e scienziati nella ricerca di soluzioni alla crisi climatica e nella costruzione di modelli di sviluppo alternativi e più virtuosi?
L’iniziativa “M’illumino di meno” è diventata una luce e un riferimento per tanti a sottolineare quanto possa essere importante anche un gesto semplice come spegnere una lampadina. Va dato grande merito ai giornalisti di Caterpillar di aver lanciato un format che dura da tantissimi anni e che si rinnova ogni anno. Dare voce alla scienza rappresenta una scelta intelligente e attuale perché tanti, quando trattano materie così complesse come quelle ambientali, sono di parte e minimizzano le sfide che la natura ci pone davanti.L’opera degli scienziati sarà dirimente per affrontare tali sfide e confidiamo nella tecnologia pur essendo convinti che senza la crescita della responsabilità personale e di stili di vita più sobri la sola tecnologia ci potrà aiutare solo in parte.

Quali sono i piccoli e grandi gesti quotidiani per ridurre sprechi e ottimizzare le risorse adottando stili di vita più sostenibili che può consigliare?
Gestire il frigo per evitare che i cibi vadano a male o vengano dimenticati, spegnere tutto ciò che rimane acceso in ufficio e a casa (caricatori, stampanti, monitor, ecc.), non lasciare la tv accesa tutto il giorno perché tiene compagnia, curare gli scarti, prediligere una dieta con tante verdure, fare la spesa con accuratezza privilegiando prodotti di stagione. Sono alcune delle piccole azioni quotidiane che Laudato si’ riassume bene al n. 211, ma come ricordava Papa Francesco:“Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente” (212).