La salute mentale si fa incontro e racconto per gli studenti di Lecco. Nella mattinata di mercoledì 25 febbraio, presso Officina Badoni (corso Matteotti 7, Lecco), oltre 100 ragazze e ragazzi di cinque classi delle scuole superiori di Lecco hanno partecipato all’evento-laboratorio «FuoriLaTesta. Skizzi e storie per la salute mentale», un progetto che mette al centro il benessere psicologico delle nuove generazioni attraverso il potere dei linguaggi creativi.

Il percorso
Il percorso è stato organizzato da Consorzio Farsi Prossimo (consorzio di 12 cooperative sociali promosso da Caritas Ambrosiana) nell’ambito della campagna di sensibilizzazione «Fuori la testa», che promuove percorsi di cura e sostegno alla fragilità psichica e fa cultura sul problema, combattendo lo stigma sui temi della salute mentale, insieme alle cinque cooperative che lavorano sul tema della salute mentale: L’Arcobaleno (che lavora a Lecco e provincia e ha fatto gli onori di casa), Farsi Prossimo, Novo Millennio, Intrecci e Sociosfera.
L’evento – che ha avuto il patrocinio della Città di Lecco, realizzato in collaborazione con la Caritas Ambrosiana e con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Lecchese -è arrivato a conclusione di un percorso che era già iniziato nelle scuole coinvolte (Istituto tecnico Badoni, Istituto professionale e tecnico Casa degli Angeli, Liceo linguistico Manzoni) tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, con incontri preparatori in cui gli educatori avevano incontrato le classi partecipanti per introdurre il tema della salute mentale, spesso fragile alla loro età, creando uno spazio di ascolto e confronto già nelle settimane precedenti.
Le testimonianze
La giornata si è aperta con una plenaria che ha visto gli interventi istituzionali di Giovanni Lucchini (presidente del Consorzio Farsi Prossimo), Simone Buzzella (Fondazione Comunitaria del Lecchese e coordinatore Officina Badoni), Fabio Crimella (vicepresidente della cooperativa sociale L’Arcobaleno) ed Emanuele Manzoni (assessore al Welfare del Comune di Lecco).
Quest’ultimo ha accolto i ragazzi partendo da una testimonianza personale: «In quell’esperienza ho capito che la relazione e la presenza degli altri sono parte integrante della cura, tanto quanto una terapia. La relazione non è un surrogato di un farmaco: è uno spazio di prevenzione, un luogo in cui possiamo riconoscerci, prenderci cura gli uni degli altri e valorizzarci. È questo il nostro impegno come Servizi sociali del Comune di Lecco e degli altri Comuni del territorio: costruire comunità, creare luoghi e contesti ricchi di relazioni, capaci di prendersi cura di ciascuno. Tutti attraversiamo momenti di fragilità: una società che enfatizza la performance, il risultato, non sempre promuove il benessere delle persone. Per questo è una responsabilità collettiva rimettere al centro valori diversi, costruire ambienti più accoglienti, sentirci parte della soluzione».

«Non possiamo fare il nostro lavoro se prima non ci mettiamo in ascolto – ha introdotto i lavori Alessandro Colombo, coordinatore della Commissione salute mentale di Consorzio Farsi Prossimo –. Per questo vogliamo partire da voi giovani: le nostre aspettative sono alte e gli educatori ci raccontano che avete già lavorato molto bene negli incontri preparatori. Se noi, con il nostro lavoro a favore della salute mentale, vogliamo raggiungere un numero sempre maggiore di ragazzi e ragazze, dobbiamo iniziare dalle vostre voci, dalle vostre esperienze, dal vostro punto di vista. Non possiamo fare il nostro lavoro se prima non ci mettiamo in ascolto: è solo ascoltandovi che possiamo costruire percorsi davvero significativi e capaci di parlare ai giovani».
Gabriele Zenaboni, educatore professionale e sanitario della cooperativa Farsi Prossimo, ha raccontato cosa significhi fare questo mestiere: «Fare l’educatore implica stare dentro le relazioni con le persone, chiede di stare accanto all’altro, senza sostituirsi, accompagnando nelle scelte, offrendo ascolto, senza giudicare, con empatia: è complesso, ma non impossibile. È un lavoro di passione. Attraversiamo con le persone che incontriamo momenti di luce e momenti di fatica. Anche noi operatori ci facciamo accompagnare: chiedere aiuto, confrontarsi con psicologi e professionisti è parte integrante della responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Un educatore che sta bene è più capace di aiutare chi ha davanti».
Toccante anche la testimonianza di Lucia, una giovane che ha seguito un percorso di cura con una cooperativa di Consorzio Farsi Prossimo: «Dopo un lungo periodo in cui sono stata male, a 17 anni ho chiesto aiuto e sono entrata in una comunità terapeutica riabilitativa. È stata la decisione più difficile, ma la migliore che abbia preso nella mia vita – ha raccontato -. All’inizio mi sentivo tremendamente sola e non ero abituata a sentire che io potessi avere un valore per qualcuno. Ma pian piano ho iniziato a fidarmi e uscirne: oggi, con tutte le mie cicatrici, sono fiera del percorso di cura che sto facendo. Da due anni vivo da sola, in un housing sociale, ho le mie chiavi, mi gestisco da sola. Continuo il percorso terapeutico, continuo a chiedere aiuto quando serve. Le difficoltà non sono sparite, la salute mentale non è una meta, è un percorso con curve, salite, e tratti buoni. Prendersi cura della salute mentale è un atto di responsabilità verso se stessi, non una debolezza».
Di seguito l’intervento di Roberta Invernizzi, psicologa e coordinatrice servizio #quindiciventiquattro dell’ASST Lecco: «La scelta che caratterizza questo servizio è stata quella di “sconfinare”: non collocarlo nei luoghi tradizionali della psichiatria o della neuropsichiatria infantile, ma portarlo fuori dall’ospedale, dentro spazi più vicini alla vita quotidiana dei giovani. A Lecco il servizio si trova all’Informagiovani, ed è attivo anche a Merate e Casatenovo. È una sfida ad abitare insieme il territorio, tra adulti e giovani, dentro un dialogo tra generazioni. Intercettiamo giovani che attraversano un momento di fatica, non necessariamente una patologia strutturata, ma una difficoltà a immaginare il futuro. La prospettiva è ricominciare a sognare insieme. Per questo lanciamo una sfida chiara: affidare la salute mentale non a un algoritmo, ma a una relazione».
Belle le suggestioni, tra racconti e immagini, anche di Massimiliano Calzolari, Vicedirettore Scuola del Fumetto, istituto storico milanese: «Il disegno è uno strumento potente: aiuta a tirare fuori alcune cose e a metterne a fuoco altre. Il disegno diventa uno spazio personale, dove possono emergere cose belle e anche aspetti più difficili – ha detto Calzolari, raccontando le storie di alcuni studenti che hanno attraversato momenti personali difficili, e per cui il disegno è stato un mezzo importante -. Quello che voglio dirvi: il futuro è nelle vostre mani! Avete capacità enormi, ma dovete credere in voi stessi. Qualunque sia il vostro obiettivo, che sia un disegno, uno sport, uno studio o una relazione, la fiducia in voi stessi è fondamentale. Credete in voi stessi. È da lì che tutto può partire».

I workshop
La seconda parte della mattinata è stata quella più operativa per gli studenti, che hanno preso parte a laboratori in piccoli gruppi, guidati dagli educatori, e hanno lavorato a partire dal personaggio di Alex, protagonista delle tavole illustrate pubblicate nei mesi scorsi nell’ambito del progetto.
Tante le domande importanti che hanno segnato i lavori di gruppo: «Cosa mi fa stare bene?», «Chi ci aiuta nei momenti di disagio e difficoltà?», «Come capire quando non stiamo bene?», su cui i ragazzi hanno lavorato attraverso immagini di volti, paesaggi, parole, ritagli, suggestioni, arrivando infine a disegni fatti dai ragazzi come sintesi delle riflessioni emerse: l’importanza dei luoghi che fanno stare bene, di chiedere aiuto quando ci sono periodi di disagio e difficoltà, di prendersi cura di sé e di prendersi il tempo da dedicare a se stessi.
Ad accompagnare l’evento, con un linguaggio diverso dagli interventi istituzionali e più vicino alla sensibilità dei ragazzi, è stato il lavoro in diretta dell’illustratore Zhou Fan Pietro (@zhouqixinh), che ha realizzato una tavola dal vivo a partire dagli spunti emersi dai partecipanti. Presenti anche i due fumettisti Anwar&Zoe (@fumetti_in_famiglia), che hanno realizzato le precedenti tavole del progetto con protagonista l’adolescente Alex. La loro presenza sottolinea l’obiettivo del progetto: trasformare la salute mentale in espressione artistica e condivisione.



