Per la Giornata della Memoria, torna a Milano la mostra “Storie di bene in mezzo al male”. Organizzata dai licei FAES (famiglia e scuola), l’esposizione mira, come spiegato dal titolo, a mettere in luce le storie di chi ha saputo rompere il muro del dolore, salvando da una fine certa molte persone grazie al proprio coraggio.
La mostra sarà inaugurata martedì 20 gennaio alle 17.30, e sarà visitabile gratuitamente fino al 29 gennaio (esclusa domenica 25) nell’Aula Magna dei Licei FAES, in via Fratelli Fossati 4P/01.

Se l’edizione del 2025 era dedicata al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia (in provincia di Cosenza), quella di quest’anno è costruita attorno alle vicende del Plentcho. Questo vecchio rimorchiatore fluviale, costruito verso la fine dell’ottocento, divenne nel maggio del 1940 un simbolo di speranza per 520 ebrei austriaci, tedeschi, polacchi e ungheresi, in fuga dall’Europa nazista.
Partendo da Bratislava, il battello impiegò cinque mesi per scendere il Danubio verso la Palestina, tra blocchi, malfunzionamenti, mancanza di rifornimenti, malattie, incidenti, e finì per arenarsi a ottobre vicino a Rodi, dove i sopravvissuti furono salvati dalla Marina Militare Italiana prima di essere internati. La loro odissea è testimoniata da preziosi resoconti di viaggio dei profughi, giunti a noi grazie al lavoro condotto da Israel Kalk, ed è stata poi narrata in libri, film e spettacoli teatrali, diventando un’epica pagina della Shoah.
Come la precedente mostra su Ferramonti, anche quella sul Pentcho, inedita, è a cura di Laura Vergallo Levi (e Agostino Zappia), che ha preparato a fondo i ragazzi per il loro ruolo di guide: attraverso fotografie storiche e documenti, i pannelli illustrano le varie fasi della vicenda e le peregrinazioni dei protagonisti.



