Impegnato a Roma nei lavori del Sinodo sui giovani, l’Arcivescovo ha inviato un videosaluto (in allegato) che ha costituito una significativa traccia per i lavori

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«Una storia interpretata come una missione, una scienza vissuta come servizio, un esempio di attenzione al malato e a tutte le sue necessità»: è un passaggio del videosaluto dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, che ha aperto i lavori del convegno “Cura il tuo prossimo come te stesso”, organizzato nell’ambito delle iniziative per ricordare i 60 anni di attività della Fondazione Istituto Auxologico Italiano.

Invitato all’evento, l’Arcivescovo non ha potuto prendervi fisicamente parte in quanto impegnato a Roma nei lavori del Sinodo sui giovani. Ma il suo saluto (in allegato) è stato particolarmente apprezzato e ha costituito una traccia e un richiamo per tutti i relatori.

«Per noi operatori della ricerca biomedica e della cura del paziente “Cura il tuo prossimo come te stesso” è la sfida più grande che il precetto evangelico dell’amore incondizionato verso il prossimo ci pone ogni giorno – sottolinea il direttore generale dell’Auxologico Mario Colombo -. Tra le molte sintesi che si possono fare, la più rappresentativa è forse questa: non si può curare la malattia senza conoscerla e studiarla con competenza e professionalità, ma anche senza ascoltare e amare il malato, instaurare con esso una relazione umana e di cura».

 

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