Non solo risultati sportivi, coppe e medaglie, ma una vera e propria «produzione di bene educativo» capillare, quotidiana e misurabile sul territorio milanese e brianzolo. È quanto emerso dal Bilancio sociale 2025 del Centro Sportivo Italiano (Csi) – Comitato di Milano, presentato questa mattina presso la Sala delle Colonne, nella sede di Banco Bpm, a Milano.
Un consuntivo che certifica l’impatto dell’associazione come primaria agenzia educativa e di welfare di comunità. I numeri dell’anno trascorso tratteggiano una rete ad alta densità sociale:
- 2.700.000 ore di volontariato donate sul campo e dietro le quinte da allenatori, dirigenti, arbitri e collaboratori.
- 148.518 tesserati effettivi, dei quali il 35% è minorenne (oltre 51.000 bambini e ragazzi) affiancati da 14.221 dirigenti.
- 640 società sportive affiliate, il 46% delle quali di diretta estrazione oratoriana e parrocchiale, presidio fisso nei quartieri di Milano, città metropolitana e Monza Brianza.
- 31.165 gare ufficiali organizzate, tra campionati e tornei.
- 3.093 partecipanti ai corsi tecnici, 714 dirigenti accompagnatori formati e 1.158 ore di docenza erogate, frutto dell’impegno speso in ambito formativo e nella valorizzazione del capitale umano
- 14 progetti sociali con 6.000 beneficiari diretti, 880 ore di sport negli istituti penitenziari e 5 missioni di volontariato sportivo internazionale, a testimonianza di una presenza concreta in contesti territoriali e umani complessi, dove lo sport favorisce welfare e inclusione
L’insieme degli indicatori di Bilancio consolida la rotta dell’associazione, sempre più consapevole delle potenzialità di una proposta educativa in grado di trasformare la pratica sportiva in una rete integrata di aggregazione, prevenzione del disagio, inclusione e tutela del benessere psicofisico delle giovani generazioni e non solo.
«Per ciascuno e di tutti»
«Abbiamo seminato e raccolto tanto bene educativo. Il Bilancio sociale lo certifica senza ombra di dubbio – dichiara il presidente Massimo Achini -. Il Csi non è una semplice organizzazione sportiva, è tutta un’altra cosa. È una realtà che utilizza lo sport, in ogni modo e contesto, come strumento formativo e di crescita. A noi i numeri da soli interessano poco: queste cifre parlano e dicono cose che vanno oltre i dati. Dicono di un bene educativo immenso, generato nella vita di tanti giovani e di tante comunità. Quello del Csi non è uno sport “alla viva il parroco”, al contrario. È uno sport (orgogliosamente radicato in oratorio) di qualità, capace di offrire attività ed esperienze che meritano il “marchio doc” in ambito educativo. Siamo molto contenti per quanto abbiamo raccolto nel 2025 ma, come ogni buon agricoltore, non ci siano fermati un istante e siamo impegnati nuovamente ad arare e seminare, in ogni contesto possibile, uno sport che sia davvero per ciascuno e di tutti».



