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Palazzo Marino

Mobilità sanitaria in Italia: a Milano 1 paziente su 5, in Lombardia oltre il 20% di ricoveri da altre regioni

Per i suoi 40 anni CasAmica – che solo nel 2025 ha ospitato quasi 6.000 migranti della salute - ha presentato il progetto di una nuova Casa da 75 posti vicino all’Irccs Ospedale San Raffaele

13 Marzo 2026
40 anni CasAmica

Sono quasi 520 mila gli italiani che, ogni anno, si sottopongono a cure mediche in una regione diversa dalla propria; tra questi, uno su cinque (oltre 116 mila, pari al 22%) sceglie la Lombardia. Il principale polo di attrazione è la città di Milano, soprattutto per le prestazioni ad alta complessità. Nei principali Irccs della provincia milanese la quota di pazienti extra-regione è significativa: circa 25% all’Istituto Nazionale dei Tumori, oltre il 50% all’Istituto Neurologico Carlo Besta, il 25% del Cancer Center del San Raffaele, con incidenze superiori nelle discipline super specialistiche.

I pazienti, oltre che dalle regioni confinanti, arrivano anche da quelle geograficamente molto distanti, come Calabria, Campania e Sicilia. Si tratta di persone o intere famiglie che, oltre a dover affrontare una malattia grave, sono costrette a soggiornare anche per lunghi periodi lontano da casa, fronteggiando difficoltà logistiche e spese molto ingenti.

40 anni CasAmica
Lucia Vedani

L’anniversario

Proprio per loro è nata l’organizzazione di volontariato CasAmica, che da 40 anni accoglie nelle proprie strutture i migranti della salute e le loro famiglie. L’organizzazione milanese, fondata da Lucia e Vincenzo Vedani, ha celebrato a Palazzo Marino i 40 anni di attività, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, dell’assessore al welfare e alla salute Lamberto Bertolè, Chiara Amati, giornalista del Corriere della Sera, Laura Veneroni, psicologa clinica, Marta Marsilio, presidente dell’Istituto Neurologico Besta, Gustavo Galmozzi, presidente Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori e Fabio Ciceri, direttore del Comprehensive Cancer Center e dell’unità di Ematologia e Trapianto Midollo Irccs Ospedale San Raffaele.

In occasione dell’evento, istituzioni ed esponenti dell’eccellenze sanitarie hanno affrontato il tema della migrazione sanitaria e il ruolo delle organizzazioni non profit impegnate nell’offrire servizi e accoglienza ai malati e alle loro famiglie, come CasAmica, che in 40 anni di storia ha ospitato oltre 150 mila persone e ispirato la nascita di altre realtà analoghe nel territorio di Milano. Nel solo 2025 l’organizzazione di volontariato ha accolto quasi 6.000 persone per un totale di quasi 40.500 notti di ospitalità.

40 anni CasAmica
Marinella Vedani

Accorgersi di un bisogno

«Milano è una città che ha una lunga tradizione filantropica, fatta di grandi testimonianze attraverso cittadini, imprese e fondazioni che scelgono di prendersi cura della comunità – dichiara Marinella Vedani, vicepresidente dell’organizzazione –. CasAmica nasce proprio da questo spirito: dalla capacità di accorgersi di un bisogno e di rispondere in modo concreto. In questi quarant’anni abbiamo visto quanto la filantropia milanese sappia trasformarsi in azione, creando alleanze tra pubblico, privato e terzo settore. È grazie a questa cultura della responsabilità condivisa che oggi possiamo continuare a offrire accoglienza a chi arriva a Milano per curarsi e a guardare al futuro con progetti come la nuova casa di Segrate».

L’organizzazione gestisce sei strutture – quattro a Milano, una a Roma e una a Lecco – per un totale di oltre 150 posti letto, offrendo un’accoglienza a 360° con servizi di supporto logistico e assistenza psicologica, ma anche ceramico-terapia, pet-therapy e musicoterapia. Un aiuto concreto, offerto da CasAmica, agli ospiti e alle loro famiglie costrette a vivere lontano da casa un periodo difficile come quello della cura.

Il progetto

In occasione dell’evento a Palazzo Marino, il direttore di CasAmica Stefano Gastaldi ha annunciato la realizzazione di una nuova struttura nei pressi dell’Irccs Ospedale San Raffaele: un edificio su quattro piani in grado di ospitare fino a 75 persone al giorno. La struttura, progettata per rispondere al numero sempre crescente di persone che si spostano per curarsi, sorgerà nel Comune di Segrate e avrà stanze, miniappartamenti e spazi comuni, oltre a una zona dedicata ai bambini. Questo nuovo capitolo di CasAmica permetterà di ampliare ulteriormente l’assistenza e l’accoglienza che l’organizzazione offre da 40 anni.

«Siamo entusiasti di guardare al futuro con il progetto della nuova casa a Segrate – dichiara Stefano Gastaldi –. Questa struttura rappresenta non solo una nuova sede, la più grande tra le strutture di CasAmica e la prima realizzata completamente ex-novo, ma anche un passo importante di integrazione tra la cura della persona e quella ospedaliera. Vogliamo essere sempre più presenti per chi si trova ad affrontare il dolore della malattia e la difficoltà di dover essere lontano da casa».

40 anni CasAmica
Il sindaco Giuseppe Sala

Sala: «Una proposta di qualità»

«Affrontare la malattia, propria o di una persona cara, non è facile – commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Farlo lontano da casa e dai propri affetti non solo può generare ulteriore preoccupazione e sofferenza nei pazienti, ma può risultare anche economicamente impegnativo. Ecco perché la nuova struttura di CasAmica vicino al San Raffaele rappresenta una proposta di qualità e di grande valore sociale, da replicare: è una risposta concreta e solidale al bisogno di accoglienza e ospitalità che manifestano tante persone che arrivano a Milano per curarsi nelle strutture sanitarie del nostro territorio. In 40 anni di attività e con quest’ultimo progetto, l’organizzazione ha dimostrato quanto sia importante mettere a disposizione di coloro che vivono un periodo di difficoltà, a causa di problemi di salute, e delle loro famiglie un luogo accogliente, in cui trovare sollievo e nutrire speranza».

CasAmica continua a svolgere un ruolo fondamentale nell’accoglienza e nel supporto ai migranti della salute. Con l’inaugurazione della nuova casa a Segrate, l’organizzazione dimostra ancora una volta il suo impegno costante nell’affrontare le sfide della migrazione sanitaria e nel garantire che ogni persona possa sentirsi a casa durante il suo percorso di cura.

L’evento è stato possibile grazie alla collaborazione del Comune di Milano, Fondazione Passadore 1888 E.F, Fondazione Cariplo, Intals e Planetaria Hotels.