Giovani e anziani, nuovi e vecchi milanesi, bambini di origini diverse: una casa per tutti, aperta al quartiere

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Sabato 4 maggio, nel quartiere milanese Corvetto, in via dei Cinquecento 7, è stato inaugurato lo Spazio Living Together della Comunità di Sant’Egidio. «In questo territorio in cui la casa è un problema di molti vogliamo che questo spazio, inutilizzato per anni e ora restituito al quartiere, sia una casa aperta a tutti -ha detto Marialuisa Cito della Comunità, presente a Corvetto dall’inizio degli anni Novanta -. Da qui vogliamo costruire ponti e non muri tra persone diverse, ma unite dall’avere a cuore il Corvetto». ll momento di festa è stato accompagnato, nei nuovi locali, da laboratori per bambini e adolescenti, una delle tante attività di Sant’Egidio in quartiere.

«Questa è la mia famiglia», ha detto Ida, anziana di 83 anni, tra gli applausi di oltre 200 persone. Rabab, 12 anni, ha continuato: «Noi Giovani per la Pace siamo contenti di avere una nuova sede. Vogliamo impegnarci per l’ambiente, ridurre il consumo di plastica perché non si elimina per secoli e danneggia i mari. Come ha fatto Greta, pensiamo che i giovani possono cambiare il mondo. Abbiamo un sogno: che dal Corvetto in tanti giovani si impegnino per la cura del pianeta e da qui il messaggio arrivi a tutta la città». Amin, 20 anni, ha raccontato il suo impegno ogni settimana alla Scuola della Pace: «Questo spazio si chiama Living Together, cioè Vivere insieme: noi alla Scuola della Pace insegniamo proprio questo ai bambini di origini diversa. Io sono musulmano, ho conosciuto questi amici a un Iftar qui in quartiere». Kleber, da molti anni emigrato dall’Equador a Milano, ha detto commosso dell’amicizia di Genti di Pace con gli anziani del quartiere e della vicina Rsa Virgilio Ferrari: «Noi siamo stati accolti qui e ora vogliamo restituire il bene ricevuto vivendo l’amicizia con gli anziani soli».

Lo spazio è stato assegnato alla Comunità dal Comune di Milano. All’inaugurazione è intervenuto l’Assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino: «Non ci nascondiamo i problemi del quartiere, ma vogliamo valorizzare l’impegno di tanti, singoli e associazioni, permette di non rassegnarsi. Dai più giovani viene in questo momento un esempio da seguire per cambiare il mondo». ​

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