Sirio 22-29 febbraio 2024
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San Vittore Olona

Il Papa visto da vicino, da chi lo conosce bene

Il vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro ospite di una affollata serata promossa dall’Azione Cattolica decanale in collaborazione con la parrocchia e “Una Casa per Pollicino”

26 Ottobre 2015

In una sala gremitissima di persone della parrocchia di San Vittore Olona, venerdì 23 ottobre si è svolto un incontro con il vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro, chiamato a raccontare “Papa Francesco visto da vicino”.

La serata, proposta dall’Azione cattolica decanale, è stata introdotta dal parroco don Davide Bertocchi e dall’avvocato Alberto Fedeli per l’Associazione familiare “Una Casa per Pollicino”, co-promotori dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di conoscere sempre più la figura di papa Francesco che, anzitutto coi suoi gesti, sta profondamente rinnovando la Chiesa, chiamata a uscire da se stessa, accogliendo tutti. Importante, ha ricordato Fedeli, è l’attenzione di papa Francesco alle famiglie, colte nel loro quotidiano, da accompagnare e sostenere con un approccio aperto alla misericordia, anche per curarne le ferite, senza esclusioni: non a caso il Papa ha voluto un Sinodo sulla famiglia e subito dopo un Anno santo dedicato alla misericordia.

La serata è continuata con l’affascinante e coinvolgente testimonianza di Fabio Zavattaro che, incalzato dalle domande del giornalista Gianni Borsa, ha ripercorso i tratti peculiari che rendono papa Francesco così straordinario. Un Papa che ha introdotto uno stile nuovo di svolgere il magistero petrino, nella semplicità, nella ricerca del rapporto diretto e personale con i fedeli (divertenti gli aneddoti sulle sue telefonate), nell’esempio dei suoi gesti e delle sue scelte. Papa Francesco sta realmente tentando di riformare la Chiesa, e questo è stato possibile, ha sottolineato Zavattaro, grazie al magistero di Benedetto XVI che l’ha preceduto, e dal gesto – anch’esso dalla carica dirompente – della sue dimissioni, non prima di aver assunto con sofferenza e forti opposizioni curiali, iniziali e importanti scelte di cambiamento.

Non mancano ostacoli e reazioni rispetto all’opera di Francesco, ma queste vengono semmai dall’“apparato”, non dal popolo dei fedeli. E questo grazie alle scelte di Francesco, il quale interviene, prima che sulle “strutture” della Chiesa, anzitutto sulle persone, chiamate tutte, a partire dagli stessi vescovi e poi sacerdoti e laici, a una conversione personale (e anche a volte a chiedere scusa per gli errori commessi). Il richiamo alla coerenza evangelica in tutti gli ambiti di vita, non a parole, ma con la forza della testimonianza – e il Papa è il primo a darla – è la forza che riuscirà a riportare la Chiesa, e con essa la società, a essere fedele al comandamento dell’Amore, e così sempre a rinnovarsi per accogliere tutti.  

Come si è ripetutamente detto, più delle parole e dei documenti, sono i gesti che riescono maggiormente a scuotere le coscienze di ciascuno. Deve però rifuggirsi ai tentativi di ridurre Papa Francesco a “personaggio”, per invece mantenere e ampliare tutta la carica profetica dei sui gesti e richiami, che devono continuare a “inquietare” le coscienze di tutti.