Nella XXII Giornata mondiale la celebrazione eucaristica presieduta in Duomo dall’Arcivescovo alle 17.30 (diretta tv e web), preceduta da un incontro in Curia tra i consacrati e diaconi. Anche parrocchie e decanati invitati a promuovere celebrazioni nei loro ambiti. Il rapporto con il Sinodo minore

vita consacrata

Venerdì 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore al Tempio, celebriamo la XXII Giornata mondiale della Vita Consacrata. Nella nostra diocesi quest’anno l’appuntamento è particolarmente significativo. Sarà il primo incontro ufficiale tra la vita consacrata e il nuovo Arcivescovo.

A dire il vero, l’arcivescovo Mario già sabato 9 settembre, subito dopo la sua presa di possesso, aveva celebrato la professione perpetua di due giovani suore, rivolgendo loro parole di grande intensità: «La consacrazione definitiva è il compimento del percorso della fede in una storia concreta. Si deve arrivare fino alla definitività, vissuta come la grazia che si irradia dalla definitiva consegna di Gesù che rende possibile la definitiva consacrazione a lui». Questo è il dono che celebriamo con gratitudine in questa giornata: una vita donata per sempre, alla sequela di Cristo, casto, povero e obbediente.

Il culmine della giornata della Vita Consacrata sarà la celebrazione eucaristica in Duomo alle 17.30 presieduta dall’Arcivescovo. A questo appuntamento sono invitati tutti i consacrati e le consacrate insieme ai tanti fedeli che sperimentano la vicinanza della vita consacrata alla propria vita. Infatti le quasi settemila persone consacrate che vivono in diocesi sono presenti in modo capillare nella vita della gente: nei conventi, nelle parrocchie, negli oratori, negli ospedali e nelle case per anziani; pensiamo alle scuole, ai centri culturali, alle case di spiritualità, alle opere di carità verso i più poveri (mense, ambulatori, case di accoglienza) gestite dalla vita consacrata. Anche i monasteri di vita contemplativa sono un dono grande che richiama in modo radicale al primato di Dio. La gratitudine per la vita consacrata non proviene solo dal popolo di Dio, ma anche dalla società civile per il tanto bene operato a vantaggio di tutti.

Il Pontificale con l’Arcivescovo in Duomo sarà preceduto quest’anno da un incontro in Curia arcivescovile alle 15.30 tra la vita consacrata e i diaconi: un incontro che sottolinea il legame sempre più stretto e fecondo con il Seminario arcivescovile.

Certamente sarà opportuno ricordare il dono della vita consacrata anche nelle parrocchie e nei decanati nei giorni precedenti o successivi al 2 febbraio, con celebrazioni eucaristiche o momenti di preghiera per approfondire il dono di questo carisma dato alla Chiesa e per ricordare a tutti che la vita di ciascuno è vocazione.

Infine, la Giornata della vita consacrata di quest’anno mostrerà un rapporto fecondo anche con il cammino sinodale diocesano sulla “Chiesa dalle genti”. Infatti, sono tanti in diocesi i consacrati e le consacrate che provengono da culture e Nazioni diverse. In una società sempre più “meticcia”, la vita consacrata rappresenta un segno profetico di come differenti tradizioni spirituali possano costituire una vera ricchezza per tutti. Anche in questo la vita consacrata manifesta “chiaramente e fa comprendere l’intima natura della vocazione cristiana” (Ad Gentes 18).

di monsignor Luigi Stucchi
Vicario Episcopale per la Vita Consacrata femminile
e monsignor Paolo Martinelli
Vicario Episcopale per la Vita Consacrata maschile, Istituti Secolari e nuove forme di Vita Consacrata

 

 

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