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Itinerari

«Via di Francesco», un cammino che tocca la vita

Da poco inaugurato per l’800° della morte del Poverello, è un pellegrinaggio che dal centro di Milano arriva a Rozzano e, in nove tappe, scandisce momenti di sosta e di riflessione, aiutata dall’ascolto di episodi della vita del Santo. L’idea iniziale del parroco ha preso forma grazie a uno sforzo corale, che ha coinvolto anche alcuni detenuti di Opera

di Claudio URBANO

8 Novembre 2026
I pellegrini a una sosta

Con i suoi 3,1 chilometri è probabilmente il cammino più breve d’Italia, ma ha tutte le caratteristiche di un vero e proprio pellegrinaggio. E lo si può iniziare anche prendendo il tram: basta salire sul 15 in centro a Milano e scendere a Rozzano, all’angolo con via Buozzi, subito dopo la tangenziale. Percorrendo qualche centinaio di metri si raggiunge, in piazza Berlinguer, la prima tappa della «Via di Francesco». Un itinerario urbano che si snoda tra le vie e i giardini del quartiere Ponte Sesto, fortemente voluto dalla parrocchia della zona, dedicata proprio a Santa Chiara e a San Francesco d’Assisi.

Un cartello illustrativo

Il percorso

La chiesa, che ospita una riproduzione del Crocifisso di San Damiano – quello davanti al quale Francesco ebbe chiara la sua chiamata – è la terza delle nove tappe del cammino, che ripercorre in ordine cronologico alcuni dei momenti più significativi della vita del santo: dalla tappa iniziale dedicata ai sogni della giovinezza all’esperienza della malattia, per poi passare all’incontro con il Crocifisso, appunto, e a quello con il lebbroso; le soste successive raccontano quindi la spoliazione di Francesco e la nascita dell’Ordine, fino all’incontro di Francesco con il Sultano, l’esperienza delle stimmate e il Cantico delle creature, per concludere, presso il cimitero di Ponte Sesto, con la preghiera a Sorella Morte. Da qui, per chi desidera continuare a scoprire a piedi questi luoghi ai bordi della città, tornando verso Milano lungo il Lambro meridionale e il Naviglio Pavese, si può raggiungere infine la chiesa romanica di Santa Maria alla Fonte: è la conosciutissima «Chiesa Rossa», retta dai Cappuccini, continuando dunque a pregare aiutati ancora dalla spiritualità francescana.

Un altro cartello

In ascolto della sua vita

Inaugurato da pochissime settimane in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, il pellegrinaggio è già censito sul sito Cammini.net, dove si trovano anche i dettagli più pratici. Tra questi non manca la credenziale del pellegrino, che si può ricevere all’oratorio di Ponte Sesto. Come nei pellegrinaggi più noti, «l’idea è che anche in queste strade si possa camminare come pellegrini», riflette don Alessandro Riboldi, responsabile della parrocchia che fa parte della Comunità pastorale di Rozzano. Un cammino urbano in cui, sottolinea, «anche le nostre strade, a volte complicate, possono diventare momenti di sosta e di riflessione». In ogni tappa, infatti, in uno spazio che invita alla sosta, inquadrando con lo smartphone un qr-code si può ascoltare il racconto della vita di Francesco narrato nelle Fonti francescane, e una domanda offre quindi uno spunto di meditazione fino alla tappa successiva.

Un impegno collettivo

Se l’idea del cammino è stata dello stesso don Riboldi, la realizzazione è stata però collettiva. Il sacerdote spiega infatti che, da chi ha ricercato i testi a chi ha prestato la propria voce per il racconto degli episodi francescani (come hanno fatto anche alcuni ragazzi dell’oratorio), l’impegno sia stato corale, coinvolgendo anche gli artigiani del quartiere, e non solo: i robusti cartelli in legno che fanno da segnavia sono stati realizzati infatti da un’impresa locale, Progetto Legno, attraverso il lavoro di alcuni detenuti in fine pena del carcere di Opera, con cui l’impresa è fortemente impegnata.

La tappa nella parrocchia dei Santi Chiara e Francesco

Lo stesso San Francesco, ricorda don Alessandro, «vedeva in ogni uomo un fratello da accogliere, trasformando così le sue ferite in una possibilità di riscatto». Attraversando le strade cittadine, dunque, il cammino tocca le vite di tutti. E si può iniziare, appunto, anche solo con un biglietto del tram.