Una notte per salutare chi parte e chi arriva. Con questo spirito monsignor Mario Delpini sabato 25 ottobre accoglierà in Duomo alle 20.45 i partecipanti alla Veglia missionaria diocesana (diretta su www.chiesadimilano.it e youtube.com/chiesadimilano). Celebrata durante il Mese missionario e in prossimità dell’analoga Giornata mondiale – istituita nel 1926 per volontà di Pio XI e quest’anno giunta alla sua centesima edizione – sarà dedicata al tema «Uno in Cristo, uniti nella missione» che, come sottolinea papa Leone XIV, ricorda a tutti come la prima responsabilità missionaria della Chiesa sia di «rinnovare e mantenere viva l’unità spirituale e fraterna fra i suoi membri».
Verso l’Amazzonia
Tra i sacerdoti in partenza per la missione che parteciperanno alla Veglia c’è don Tommaso Castiglioni. Originario di Tradate e prete da 22 anni, finora è stato parroco ad Affori e non gli erano mai capitate esperienze simili, neppure per viaggi di piacere. Lui stesso racconta di aver preso questa decisione di getto, come un fulmine a ciel sereno: «L’anno scorso, durante la Messa crismale, l’Arcivescovo ha espresso un desiderio molto semplice: sarei contento se qualche altro prete presentasse la sua disponibilità a partire come fidei donum. In quel momento mi sono detto: “Perché no?”. Dopo qualche mese ho riferito a monsignor Delpini la mia disponibilità e lui, senza troppe domande, ha accettato compiaciuto la mia richiesta, indicandomi la destinazione».

Don Tommaso partirà per Pucallpa, in Perù, nel cuore della foresta amazzonica, dove da anni risiedono diversi fidei donum ambrosiani. Nei primi mesi affiancherà proprio uno di loro, don Luca Zanta, che opera nella parrocchia di San Francisco. «Quando sarà giunto il momento gli succederò come parroco», aggiunge il sacerdote. La sua formazione è cominciata partecipando in queste settimana ai corsi organizzati dalla Cei per i missionari in partenza: «In questi giorni, il concetto che più mi ha colpito è stata la “decolonizzazione”. La cosiddetta prima ondata missionaria coincise con l’imposizione del modello culturale europeo ai popoli originari. Oggi invece c’è un recupero, in America Latina in particolare, di un cristianesimo che abbia un volto locale. Concretamente, significa sospendere le nostre categorie per accogliere la loro fede».
Dai Cantieri all’Africa
Chi invece ha già diverse esperienze all’estero alle spalle sono i coniugi Miriam Lattuada e Francesco Tenderini, pronti a partire per la Guinea Bissau, in Africa. Prima ancora di sposarsi, sono stati spesso volontari per i Cantieri della Solidarietà estivi; quando hanno ricevuto la proposta e hanno esaminato il progetto, nello scorso dicembre, hanno subito sentito che era fatto per loro.

Entrambi sono educatori di professione e opereranno a Bissorã, nel nord ovest della Guinea Bissau, dove per i prossimi tre anni si occuperanno dell’accompagnamento delle scuole verso l’autonomia finanziaria, per far sì che, quando i progetti promossi dal Pime avranno esaurito la loro funzione, gli istituti riescano a proseguire le attività con le loro risorse. «Ci sentiranno più vicini per la testimonianza di vita, ma allo stesso tempo non avremo ovviamente il riconoscimento iniziale che hanno i padri e le suore – osservano -. Sarà davvero una sfida, da costruire passo dopo passo e in punta di piedi, per entrare con rispetto nella loro quotidianità».
La Veglia sarà preceduta a partire dalle 18.30 da un “Aperitivo Missionario” nel cortile della Curia, dove i panificatori di Pane in Piazza offriranno un rinfresco assieme ai volontari dei Frati Cappuccini. Si potrà visitare anche la mostra dedicata alla figura di Marcello Candia, allestita nel cortile, e sarà fatta notare la presenza della croce di San Damiano. Intorno alle 19.45 l’Arcivescovo saluterà i partecipanti, ai quali rivolgerà anche un breve intervento prima di raggiungere insieme a piedi il Duomo. Ad aprire questa piccola processione sarà proprio la Croce, portata insieme da un frate, un giovane, un accolto e un partente.



