Firmato un accordo dei Centri di ascolto con l’Inps. Parla Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettore vicario dell’Università cattolica

di Annamaria Braccini

Antonella Sciarrone Alibrandi
Antonella Sciarrone Alibrandi

Un accordo particolarmente importante, che dimostra come si possa fare sinergia tra istituzioni centrali e Terzo settore. Ma come leggere questa nuova iniziativa delle 10 Caritas lombarde, che hanno stipulato con l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, l’accordo “Inps per tutti- Rete agile di welfare” al fine di avvicinare le persone più fragili a servizi ai quali hanno diritto, magari senza saperlo? Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettore vicario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dove è Ordinario di Diritto dell’Economia presso la Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, non ha dubbi. «L’iniziativa è davvero eccellente», dice subito.

Perché?
Perché consente di mettere a sistema forze diverse e di raggiungere una platea sempre più vasta di persone. Spesso siamo portati a sommare iniziative su iniziative, aggiungendo sempre nuovi strumenti, tuttavia la cosa più importante è, innanzitutto, cercare di valorizzare al meglio quello che c’è già e che sappiamo utilizzare. Sicuramente, in questo momento sono molti e diversi gli strumenti di sostegno che sono stati messi a disposizione. Credo che tante misure non vengano fruite semplicemente perché non sono conosciute o perché è troppo complicato entrare in taluni meccanismi. Dunque, trovare il modo di raggiungere, proprio attraverso relazioni di prossimità, tutti o, perlomeno, il maggior numero di persone possibile, significa valorizzare in modo efficiente gli strumenti, evitando anche sprechi o sovrapposizioni.

Oltretutto è un modo per avvicinare categorie, come i senza tetto e gli stranieri, ma anche gli impoveriti a causa della pandemia, a realtà che sono preposte al servizio dei cittadini, ma che talvolta sembrano irraggiungibili per la complessità della burocrazia…
Questo è un problema reale. Nel nostro Paese conosciamo un grado di burocrazia che definirei respingente e che, quindi, finisce per allontanare quelli che già non hanno gli strumenti per accostarsi a servizi che pure dovrebbero essere a loro servizio. Ripeto: la relazione di prossimità è la più importante perché è in grado di avvicinare le persone in modo semplice e chiaro.

Un altro aspetto significativo è che l’operazione è a costo zero, perché l’Inps non avrà spese aggiuntive nella formazione fornita agli 8000 volontari dei 632 Centri di Ascolto Caritas e questi ultimi, a loro volta, presteranno il loro impegno a titolo gratuito
Ritengo che l’aspetto della formazione sia cruciale. Talvolta, è molto difficile per chi opera nei Centri di Ascolto essere sempre perfettamente aggiornato e consapevole di tutte le possibilità che l’ordinamento pubblico offre, specialmente oggi, che sono stati avviati strumenti, emergenziali, legati alla situazione difficile che stiamo attraversando. Poter offrire una formazione e un aggiornamento sulle misure che attualmente si possono proporre alle persone in difficoltà è un ulteriore aspetto rilevante, in positivo, di questo progetto.

Insomma, “Tocca a noi, tutti insieme”…
Sì, è un accordo nell’ottica dell’operare insieme, in rete, ma anche nella logica di fare progetti concreti, uno dopo l’altro, come le perle di una collana di giustizia che può diventare molto bella e molto lunga.

 

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