Tra le opere finanziate in Diocesi con i fondi provenienti da questo strumento di sostegno economico alla Chiesa c’è la scuola promossa dalla Fondazione Sicomoro per aiutare ragazzi in situazioni di disagio a conseguire la licenza media

di Cristina CONTI

Aiutare i ragazzi a riprendere in mano la propria vita e a costruirsi un futuro. La Fondazione Sicomoro Onlus, per venire incontro alle diverse situazioni di disagio giovanile, opera sul territorio nazionale per promuovere l’educazione e favorire il recupero scolastico attraverso la “Scuola della Seconda Opportunità”. «Il progetto consiste in un percorso annuale di attività didattiche in orario scolastico, finalizzato al conseguimento della licenza media – spiega padre Eugenio Brambilla, responsabile dell’iniziativa che rientra tra le opere finanziate nella Diocesi di Milano con contributi provenienti dall’8×1000 -. Le nostre aule accolgono 10-12 alunni di età compresa tra i 14 e i 17 anni, regolarmente iscritti alle Scuole secondarie di primo grado del territorio e da esse segnalati. Il numero basso di alunni consente di creare un rapporto personale con ciascun ragazzo e di conoscerlo».

Oltre agli insegnanti, sono coinvolti educatori professionali per una supervisione psico-pedagogica: un’équipe che garantisce ai ragazzi un riferimento che va oltre la pura didattica. Le attività d’aula sono da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 13.30, su 4 sedi: Milano Barona, Milano Gratosoglio, Lodi e Monza. Anno dopo anno diventano sempre più solidi i rapporti con le scuole del territorio e con i loro Consigli di Classe: «Il lavoro che facciamo nelle nostre aule, insieme a insegnanti, educatori e psicologi, punta alla riscolarizzazione e al recupero dell’autostima e della convinzione di essere capaci e motivati ad apprendere», aggiunge padre Brambilla.

La dispersione scolastica in Italia è pari al 17% contro l’11% dell’Europa. I costi annui per la collettività vanno da 21 a 106 miliardi di euro, che in percentuale è tra l’1,5 e il 6,8 del Pil. Ogni anno il Ministero dell’Istruzione investe 55 milioni di euro per contrastare la dispersione scolastica, e 60 milioni di euro vengono investiti dal Terzo Settore, senza riuscire a rispondere al problema.

In Europa si chiama Esl (Early school leaving) il fenomeno riguardante giovani dai 18 ai 24 anni che hanno abbandonato gli studi senza aver conseguito il diploma di scuola superiore. In Italia sono 110 mila gli studenti che nel 2013 si sono fermati alla terza media e che sono fuori da qualsiasi altro percorso formativo (il 23,8% della popolazione). I tassi di abbandono e i disagi che si manifestano nella scuola superiore sono palesemente generati nella scuola secondaria di primo grado. Ed è qui che opera la Fondazione, con ragazzi dai 13 ai 18 anni. «A oggi circa 400 ragazzi e ragazze hanno conquistato la loro “seconda opportunità”, senza sconti per nessuno», racconta padre Eugenio, da sempre fiducioso in questi ragazzi e nella scuola come strumento di crescita.

Un percorso scolastico annuale finalizzato al raggiungimento della licenza media e rivolto ad alunni regolarmente iscritti alle Scuole secondarie di primo grado del territorio. Un’opportunità di successo dopo il fallimento scolastico per riavvicinare i ragazzi all’apprendimento, migliorare la loro autostima e accrescere la possibilità di un futuro socialmente positivo. A Monza dal 1994 hanno partecipato oltre 250 studenti, 7 scuole e il 98% si è diplomato. A Meda (ex Gratosoglio) dal 2001 il progetto ha riguardato 135 studenti, 7 scuole e al 2014 il 94% ha raggiunto il diploma. Alla Barona, invece, 48 gli studenti, 7 le scuole e 88% i diplomati al 2014. A Lodi dal 2014 sono stati coinvolti 12 studenti provenienti da 5 scuole.

I progetti della Fondazione prevedono di creare veri e propri modelli per questi interventi educativi, rendendoli replicabili in tutta Italia e adattandoli alle specifiche esigenze di ogni singolo territorio, specialmente di quelli più disagiati.

 

 

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