La parrocchia di San Pietro Martire capofila del progetto di animazione sociale NOI (Nuovi Orizzonti Insieme), che si è classificato al sesto posto del concorso indetto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della Chiesa cattolica

di Massimo Pavanello

Cinisello Cropped
Un momento di festa nel quartiere Crocetta

«No balconear». È un verbo del dialetto argentino (il lunfardo) reso universalmente noto da papa Francesco. Lo ha usato più volte, soprattutto rivolgendosi ai giovani: non guardate dal balcone la vita che scorre. E allora… giù dal balcone, hanno pensato anche a Cinisello Balsamo. In particolare nel quartiere Crocetta, dove i davanzali non mancano – la densità abitativa, infatti, è sei volte superiore alla media della città (31.700 ab/kmq) – e dove il verticale racconta l’orizzontale: un triangolo infrastrutturale, con forti criticità sociali, separato fisicamente dal resto della municipalità. La popolazione straniera rappresenta il 40% dei residenti.

In questo contesto è nato il progetto NOI (Nuovi Orizzonti Insieme) che intende animare proprio vie, piazze e luoghi di incontro. Capofila della proposta è stata la parrocchia di San Pietro Martire che ha coinvolto diverse sigle che operano sul territorio.

L’idea ha riscontrato piacimento persino a Roma. Al concorso «TuttixTutti» – indetto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della Chiesa cattolica e giunto all’8° anno – si è piazzata al 6° posto, ottenendo 5 mila euro di premio. Un traguardo – essere nella top ten del concorso – condiviso nella Diocesi ambrosiana con altre parrocchie. Negli anni scorsi, per esempio, sono rientrati San Simpliciano e San Filippo Neri a Milano e la Comunità Crocifisso Risorto di Saronno.

Francesca Graziano – 24 anni, laureata in Ingegneria gestionale – riassume così l’ispirazione che si concretizzerà nell’hinterland: «Le azioni del progetto vogliono accompagnare i giovani a un apostolato che sappia valorizzare la diversità come occasione, partendo dal presupposto che questo possa essere il solo modo per costruire ponti tra culture, costumi e idee molto diverse. Proponendo quei valori e quella voglia di donarsi al prossimo che solo il cristianesimo può dare».

L’approccio sarà esperienziale. Si testimonia attraverso la condivisione. Saranno vari i percorsi offerti durante l’anno. Ospitati in ambienti parrocchiali e/o civici. Il calcio promuoverà la valorizzazione di ciascuno. La cucina farà conoscere i piatti di culture diverse. La danza permetterà di riscoprire le tradizioni e i balli tipici di ciascun Paese. Quest’ultimo laboratorio, crediamo, non dispiacerebbe a papa Francesco, estimatore del tango. Pare, infatti, che l’altro verbo a lui caro – Primerear (prendere l’iniziativa) – derivi proprio dal vocabolario dell’argentino ritmo di coppia. E a Cinisello, come si vede, l’iniziativa non manca. Gli itinerari sfoceranno in “domeniche in piazza”, «occasione per valutare quanto le azioni sul territorio hanno operato negli animi e contribuito a costruire relazioni e amicizie», chiosa la nostra interlocutrice.

La parrocchia non è l’unico attore di questo progetto. Sarà supportata, arricchita e sostenuta dalla collaborazione e dalla co-progettazione di diverse associazioni che ugualmente amano il quartiere. Perciò l’inclusione non riguarderà solo persone appartenenti a culture e religioni diverse, ma anche ragazzi con disabilità, con trascorsi familiari difficili e con importanti difficoltà economiche.

Il team che concretizzerà l’intuizione è tutto under 30: Nicolò Capellini, 17 anni, studente presso l’Istituto tecnico Ernesto Breda; Sayanì Perera, 18 anni, studente presso il Liceo Scienze Umane Erasmo da Rotterdam; Saverio Graziano, 18 anni, studente presso il Liceo Scientifico Giulio Casiraghi; Francesco Graziano, 23 anni, laureato in Design del prodotto industriale; Marco Ornella, 24 anni, laureato in Scienze bancarie, finanziare ed assicurative; Francesca Graziano, 24 anni, laureata in Ingegneria gestionale; Alessandro Marucchi, 28 anni, educatore responsabile presso la Parrocchia Santa Maria Segreta (Milano).

Trattandosi di giovani che parlano ad altri giovani, i mezzi di comunicazione utilizzati – per far conoscere il progetto e restare in rete – saranno crossmediali: locandine, pagina Facebook dell’Oratorio San Pietro Martire, pagina Instagram del Progetto NOI e Wom (Word of mouth = passaparola). Un metodo, quest’ultimo, forse non nuovissimo, il cui potere ha riscoperto però persino il marketing. Un approccio che va al di là dei settori, se già il buon discepolo era stato descritto come uno «che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52).

 

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