Le parrocchie della Cp cittadina Madonna delle Lacrime prima tappa della visita al Decanato, presentata dal responsabile monsignor Norberto Donghi. Scuola e sport gli ambiti a cui prestare attenzione per una pastorale giovanile più integrata

Norberto Donghi
Monsignor Norberto Donghi

È iniziata la visita pastorale dell’Arcivescovo nel Decanato di Treviglio, nella Zona pastorale VI, il secondo a essere visitato quest’anno dopo quello di Bresso.    In questo fine settimana, così come in quello di sabato 14 e domenica 15 dicembre, monsignor Mario Delpini incontrerà i fedeli delle parrocchie cittadine riunite nella Comunità pastorale Madonna delle Lacrime.

«Sabato 30 si comincia con l’incontro con il mondo della scuola – spiega monsignor Norberto Donghi, responsabile della Cp di Treviglio -. Il dialogo della scuola con la Chiesa e con gli oratori è molto importante, perché sono tutte realtà educative La pastorale scolastica nel nostro territorio è molto attiva: abbiamo 10 mila studenti in diversi istituti e c’è una forte attenzione per le tematiche educative. Nel Collegio degli Angeli – che prima apparteneva alle suore di Santa Maria Bambina e adesso è di privati – è in programma un incontro di un’ora con i docenti delle scuole di Treviglio e Castel Rozzone. La visita dell’Arcivescovo continuerà poi a Castel Rozzone: come sempre si parte dal cimitero, dove monsignor Delpini verrà accolto dalle famiglie che durante l’anno hanno sofferto la perdita di un loro congiunto. Poi ci sarà l’incontro con le famiglie dei ragazzi dell’iniziazione cristiana, seguito dalla Santa messa, con la consegna ai nonni della regola di vita e il saluto ai chierichetti in sacrestia. Quindi l’incontro con il nuovo Consiglio pastorale e la cena in oratorio. Domenica 1, invece, la visita toccherà le parrocchie di San Martino e Santa Maria Assunta. Nel fine settimana del 14 e 15 dicembre si proseguirà con la Santa Messa alle 20.30 del sabato a San Zeno. La domenica è prevista la tappa alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunciata in Conventino, con l’incontro in oratorio con il Gruppo scout, che lì ha sede. In questi giorni sono stati organizzati anche momenti che hanno coinvolto i preti e i giovani; oggi, presso l’oratorio Sant’Agostino, sarà la volta degli operatori Caritas e Missione della Cp, mentre domenica 15, presso l’oratorio San Pietro, toccherà alla terza età».

Quali sono le vostre attese per questa visita?
Da noi l’Arcivescovo è di casa. È stato Vicario episcopale della nostra Zona pastorale e ogni anno viene almeno una volta per la festa della Madonna delle Lacrime. La gente, però, ha capito che questa non sarà una visita ordinaria, come le altre. C’è dunque attesa per questo incontro e per le parole che monsignor Delpini ci rivolgerà. La visita, inoltre, verterà sul rilancio della Comunità pastorale, una realtà su cui c’è ancora molto da lavorare.

È dunque questa una delle sfide che dovete affrontare in questo momento?
La Comunità pastorale si presenta al tempo stesso come una risorsa e come una difficoltà, viverla non è semplice. A Treviglio è molto forte poi il tema dell’accoglienza alle famiglie. La città in questo momento si sta allargando e le nuove persone che vengono qui ad abitare devono essere ben integrate nel contesto sociale. La carità e la solidarietà con il prossimo sono impegni molto importanti, dobbiamo rendere questi aspetti concreti nelle realtà che la Caritas si trova a vivere ogni giorno. Un fattore molto significativo è poi quello della formazione dei laici, un tema che era già stato affrontato dal cardinale Scola: su questo fronte occorre una maggiore organizzazione. Un altro ambito da sottolineare è quello della Pastorale giovanile, che dovrebbe essere più integrata. I giovani sono coinvolti in molte attività diverse, come per esempio quelle promosse dall’oratorio, il movimento degli scout (molto sviluppato), Comunione e liberazione e Azione Cattolica, presente in una sola parrocchia e che si dovrebbe diffondere anche nelle altre. Merita un’attenzione particolare, come dicevo prima, anche la Pastorale scolastica. E non va dimenticato l’ambito sportivo, che occupa buona parte del tempo libero dei nostri ragazzi. Sarebbe molto importante per il nostro territorio riuscire ad abbracciare tutto il mondo che, per così dire, sta “fuori dalla porta”.

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