«Qual è il modo con il quale sono chiamato a dare la vita, a offrirla?». È una delle domande che, come racconta don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i Giovani e l’Università, i giovani portano al Gruppo Samuele. Non tutti arrivano con un’idea chiara del proprio futuro. C’è chi sta pensando al matrimonio, chi comincia a interrogarsi sul sacerdozio o alla vita consacrata, chi desidera anzitutto capire come vivere più profondamente la fede nelle scelte di ogni giorno. Per ciascuno, il punto di partenza è prendere sul serio la propria storia, con un desiderio molto profondo e alto di vivere nel Signore questa offerta di sé.
Scrivere di sé alla luce della fede
Il cammino, nato nel 1989 da una intuizione del cardinale Martini, anche quest’anno viene riproposto con otto incontri mensili, da ottobre a giugno, al Centro pastorale ambrosiano di Seveso. «Il Gruppo Samuele è un percorso per giovani che già hanno in qualche modo incontrato il Signore», spiega don Fusi, e ora si interrogano «sul significato profondo da dare alla propria vita, sulla missione da compiere nella propria esistenza». I partecipanti provengono da parrocchie, oratori, movimenti e associazioni, ma anche da cammini di ricerca individuale. Li accompagna un’équipe di sacerdoti, consacrate e famiglie; ciascuno è inoltre seguito da una guida spirituale. Nel percorso trovano spazio la Parola di Dio, l’adorazione eucaristica e gli esercizi da svolgere tra un incontro e l’altro. Uno, in particolare, chiede di scrivere la propria storia di vita e rileggerla alla luce della fede.

Le voci
Per Stefano Lattuada quell’esercizio ha segnato una svolta. Oggi è al terzo anno di teologia nel Seminario arcivescovile di Milano: «Ero arrivato al Gruppo Samuele con il desiderio forte di prendere in mano la mia vita ed essere felice, ma felice per davvero». Scrivere la propria storia lo ha aiutato ad affrontare scelte difficili. Alla fine dell’anno con il Gruppo Samuele ha deciso di iniziare il percorso dei non residenti in Seminario. La decisione di entrarvi è maturata più avanti: «In un Venerdì santo, mi ritrovo davanti al crocifisso a dire al Signore: “Se mi prometti quella felicità piena, ci sto a seguirti”». Anche oggi, dopo l’ammissione agli ordini sacri dello scorso 8 settembre, in Duomo, Stefano parla di una strada sulla quale continuare a camminare, inserito in una Chiesa che non ti fa sentire solo: «Anche grazie al Gruppo Samuele, con la forza del Signore, sento davvero di essere sulla strada verso la felicità piena».
Il punto di partenza, per Benedetta Signoracci, è stato diverso. Ha partecipato da sola al Gruppo Samuele nel 2024-2025, mentre conviveva con Lorenzo, che ha sposato il 12 settembre 2026 dopo dodici anni di fidanzamento: «Ho iniziato il percorso in un momento felice della mia vita. Ma avevo il desiderio di far mettere le radici a questa felicità. Fare in modo che andasse in profondità e diventasse forte». Gli incontri, la guida spirituale, la lectio e l’adorazione le hanno dato occasioni nuove per pregare e rileggere ciò che viveva. Il cammino non ha cancellato le difficoltà della coppia: «Abbiamo trascorso qualche mese di seria crisi. Avevamo perso il nostro orizzonte». Benedetta e Lorenzo hanno scelto di ritrovarsi, passo dopo passo: «Il Gruppo Samuele ha cambiato la mia prospettiva sul matrimonio: non una mia conquista, ma un dono di grazia. E così è stato sia per me, sia per Lorenzo, nel rispetto della libertà di entrambi».

Anche Ilaria Rosa si prepara al matrimonio, il prossimo anno, con il fidanzato Marco. Nel Gruppo Samuele ha riconosciuto qualcosa di sé che oggi conta nella loro relazione: «Ho scoperto quanto spesso aspettassi che fosse Marco a fare il primo passo. Ho capito che amare significa mettere in gioco tutta me stessa e la mia libertà. Oggi desidero stare nella nostra relazione così: non soltanto aspettando di essere scelta da lui, ma scegliendolo anch’io ogni giorno». Ilaria conserva le pagine scritte durante l’adorazione, quando affidava alla preghiera «domande, paure, desideri» che le sembravano frammenti senza ordine. Rileggendole tempo dopo, racconta, ha trovato un filo. Le è rimasta vicina la pagina dei discepoli di Emmaus, capaci di comprendere solo in seguito ciò che avevano vissuto.
Storie diverse, dunque, e decisioni che maturano in tempi diversi. Per don Fusi è proprio questa la ricchezza del Gruppo Samuele: accompagnare ogni giovane a rileggere la propria vita, perché possa riconoscere come offrirla. Per iscriversi al Gruppo Samuele telefonare entro il 12 ottobre alla segreteria del Servizio per i Giovani e l’Università (n. 0362.647500), dal lunedì al venerdì tra le 9 e le 13.



