Nella cappella Clementina, sottostante la basilica di San Pietro, il cardinale Dionigi Tettamanzi ha celebrato la Santa Messa per una piccola rappresentanza dei volontari e dei responsabili di Family

di Annamamria BRACCINI

pellegrinaggio roma 2013

“Siamo in questo luogo così vicino alla tomba di Pietro e a quelle di molti Pontefici con cuore grato e riconoscente: Vogliamo, in modo specifico, fare memoria in questo giorno del Venerabile Paolo VI e del beato Giovanni Paolo II nell’anniversario del suo ritorno al Padre.
Sono queste le parole con cui il cardinale Dionigi Tettamanzi apre la Messa per una piccola rappresentanza dei volontari e responsabili di Family, in un luogo straordinario, la cappella Clementina, sottostante la basilica di San Pietro.
Ma, nell’omelia brevissima della celebrazione, l’Arcivescovo emerito di Milano lascia idealmente la parola allo stesso papa Francesco, “Mi hanno detto che stamani nella Casa Santa Marta il Santo Padre si è lasciato ispirare dal brano di Vangelo che racconta delle lacrime di Maria Maddalena, notando: ‘E’ grazie a queste lacrime che lei ha potuto vedere il Signore’.
“Si”, ha continuato il Cardinale, “anche noi possiamo vederLo quando siamo nella gioia e nell’entusiasmo, ma siamo anche chiamati a riconoscerlo nelle fatiche e nelle prove. Talvolta le lacrime sono un grande dono che il Signore ci offre, perché ci permettono di vederlo meglio e in modo più profondo e singolare. E’ il suo modo di farci sentire la Sua vicinanza”.
Family, oggi, è stato anche questo: una piccola parte dell’immensa diocesi di Milano che a Roma in un luogo millenario di fede, prega in silenzio con una sola voce, una sola divisa – quella dei volontari del VII Incontro – nella memoria di questo straordinario evento di grazia del III millennio. Poi, dopo la Celebrazione, la preghiera sulla tomba di papa Montini con un Cardinale Tettamanzi commosso che ricorda come proprio da Paolo VI lui stesso fu ordinato sacerdote nel 1957.
E, ancora, davanti alla sepoltura di Pietro e a quella di Giovanni Paolo II, prima di un saluto inatteso e affettuoso con i pellegrini della Valsassina incontrati per caso risalendo in San Pietro.

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