La devozione peruviana celebrata in Duomo nella Messa presieduta dall’Arcivescovo alle 13.30: attese tra le 3 e le 5 mila persone. «Antiche tradizioni sorte in altri territori fanno ormai parte anche di quella ambrosiana», commenta don Alberto Vitali

di Cristina Conti

Senor de los Milagros

Si terrà domenica 21 ottobre, alle 13.30 nel Duomo di Milano, dopo il Pontificale per la Festa della Dedicazione della Cattedrale, la celebrazione eucaristica per la Festa del Señor de los Milagros, presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini. Si tratta di una tradizionale devozionale peruviana che, grazie alla migrazione, si è ormai diffusa anche in Italia. «Quest’anno la festa si svolge nella fase conclusiva del Sinodo minore “Chiesa dalle Genti” – commenta don Alberto Vitali, responsabile della Pastorale diocesana dei migranti -. E questo lascia intravvedere come tradizioni molto antiche, sorte in altri territori, siano ormai entrate a far parte della tradizione devozionale anche della Chiesa di Milano. Gli immigrati aiutano la Chiesa locale a guardarsi allo specchio su come è cambiata grazie a chi è venuto qui. Nostri fratelli e sorelle battezzati lasciano la loro testimonianza di fede. È il segno che la Chiesa è sempre più cattolica, cioè universale».

La denominazione della festa – Señor de los Milagros – si lega al dipinto di uno schiavo sul muro di una casa di Lima, in Perù. Nonostante i cataclismi e le distruzioni che hanno coinvolto la città nel corso dei secoli, la rappresentazione è sopravvissuta miracolosamente intatta fino ai nostri giorni. Nel 1600, attorno al dipinto, nacque anche una Confraternita, che in America Latina ha un grandissimo seguito. Tantissimi sono i pellegrini che si recano periodicamente a Lima a renderle omaggio. «In Perù questa processione si svolge una volta al mese – aggiunge don Vitali -. È sicuramente un’opera molto importante, perché mette i cristiani davanti ai misteri fondamentali della loro fede: vi sono infatti raffigurati Dio Padre, la colomba che rappresenta lo Spirito Santo e Cristo in Croce. Un modo per aiutare i fedeli a riflettere sul loro credo e a pregare insieme».

La festa si svolge a Milano dal 1996 (la prima processione fu in via Copernico, sede originaria della Comunità dei Migranti). Copia della Sacra Immagine è conservata presso la chiesa di Santo Stefano, attuale sede della Confraternita, che dal 2008 è diventata diocesana per approvazione del cardinale Dionigi Tettamanzi. Durante la processione l’immagine verrà trasportata da una portantina (Anda) sostenuta da 24 uomini. Nel 2006, nel decimo anniversario della sua celebrazione in Italia, i partecipanti furono 15 mila. «Quest’anno ci aspettiamo una partecipazione stimata tra le 3 e le 5 mila persone», conclude don Vitali.

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