I personaggi biblici sono le figure di riferimento degli esercizi spirituali in programma per tre serate in tutte le Zone pastorali. A Santa Maria Assunta di Gallarate sarà l’Arcivescovo a tenere le meditazioni. Don Marco Fusi presenta l’iniziativa

di Luisa BOVE

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In preparazione del Natale da lunedì 18 a mercoledì 20 novembre, alle 20.45, in tutta la Diocesi di Milano si terranno gli esercizi spirituali d’Avvento per i giovani ambrosiani. In ogni Zona pastorale si avranno predicatori diversi, tra i quali anche l’arcivescovo Mario Delpini, atteso a Gallarate (nel box il programma completo).

«Si tratta di un’esperienza di Chiesa che coinvolge tutti i ragazzi radunati nelle varie sedi – dice don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i giovani e l’università -. È un’esperienza di fede e di vita spirituale per chi si ritrova per ascoltare la Parola di Dio. L’idea è che ci sia nel tempo forte dell’Avvento l’occasione per mettersi in ascolto dello Spirito, per alimentare la fede, condividerla con altri e vivere in comunione con Gesù».

Con il titolo «Ma il Signore vede il cuore» (1 Sam 16,7) quale messaggio volete lanciare?
Il titolo si ispira alla Christus vivit. Come proposto dal Papa, abbiamo scelto di soffermarci su tre figure di giovani chiamati nell’Antico testamento: Samuele, Davide, Salomone, chiamati da Dio con l’aiuto di adulti che li hanno accompagnati per riconoscere la propria vocazione, il progetto di Dio su di loro. Vogliamo quindi accompagnare i giovani a scoprire che la vita è vocazione e che è bello lasciarsi accompagnare da adulti (sacerdoti, religiose, educatori) nel discernimento, per interpretare e leggere i segni della chiamata e della volontà di Dio. «Ma il Signore vede il cuore» richiama in particolare l’episodio biblico della chiamata di Davide: il Signore non guarda l’apparenza, che invece guardiamo tutti noi, sempre attenti a coloro che ci giudicano. Il Signore invece vede il cuore, quindi vede di più: il suo sguardo è diverso e suoi occhi profondi su di noi esaltano la nostra umanità. L’invito è quello di lasciarsi guardare dal Signore per scoprire veramente chi siamo e come siamo amati.

La Parola meditata quindi dovrebbe diventare criterio di scelte di vita quotidiana, ma anche di discernimento vocazionale…
La Parola di Dio aiuta a stare col Signore, a vivere in comunione con lui, ad ascoltare quello che lui desidera mettere nel nostro cuore. La Parola ci aiuta anche a giudicare la nostra vita, a interpretarla e conoscerla in profondità. È la Parola che mette nel nostro cuore il desiderio di seguire il Signore, anche compiendo scelte coraggiose, ci aiuta a non lasciarci bloccare dalla paura o dai calcoli eccessivi.

A quali giovani proponete l’esperienza degli esercizi spirituali?
Anzitutto a coloro che condividono la fede, sono già vicini al Signore e desiderano coltivare e alimentare la loro fede. Poi contiamo sul fatto che i giovani stessi possano invitare altri coetanei e amici ad ascoltare quella Parola che rende bella la vita.

Quest’anno c’è una novità…
Sì. I giovani che partecipano agli esercizi sono invitati anche al Museo diocesano per una visita guidata all’Adorazione dei Magi di Artemisia Gentileschi, prestata da Pozzuoli. Mercoledì alle 19 (prima degli esercizi spirituali in Duomo a Milano) e venerdì, alla stessa ora, tutti i giovani ambrosiani potranno quindi ammirare il capolavoro, un modo anche questo per vivere l’Avvento.

 

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