Nel 1896 nasceva a Cesano Boscone un’opera destinata a trasformarsi in un punto di riferimento del sistema sociosanitario italiano, nonché nel primo ente del settore della disabilità in Lombardia per dimensioni e attività: Fondazione Sacra Famiglia taglia il traguardo dei 130 anni. Non si tratta di una mera rievocazione storica, ma della rinnovata consapevolezza di una funzione anche culturale: indicare la necessità di «investire nell’essenziale».
Contro l’opinione diffusa che misura la vita in termini di prestazioni e velocità, e che condanna all’invisibilità chi non rientra nei canoni dell’efficienza, la Fondazione risponde ribadendo una verità spesso trascurata: il valore della persona non deriva dall’utilità o dalla salute, ma dal puro esserci. Non si tratta solo di assistenza, ma di indicare e sostenere ciò che conta davvero.
Un nuovo corso per una storia secolare
L’anniversario giunge in un momento di profonda trasformazione. Rispetto al passato, l’ente ha vissuto un significativo cambio di passo, segnato dall’arrivo di una nuova presidenza e, nel 2025, dal rinnovo della prima linea di gestione, inclusi il Direttore generale, la Direzione Risorse umane e la Direzione finanziaria.
Questo nuovo ritmo si è già tradotto in progetti innovativi come Il Mirtilleto e le Fra’ Bike, nel rinnovamento della presenza digitale e nello slogan «Sentirsi a casa», che sintetizza la volontà di una maggiore apertura al territorio e la valorizzazione delle 20 sedi operative tra Lombardia, Piemonte e Liguria.
Cultura, scienza e segni concreti
Per il 130esimo anno, Sacra Famiglia ha previsto un programma di eventi che spaziano dall’ambito istituzionale a quello artistico e scientifico.
Si parte a marzo, quando il Museo Diocesano Carlo Maria Martini ospiterà la mostra fotografica «Non dimenticarti», dedicata al tema dell’Alzheimer (3 marzo-3 maggio): saranno esposti scatti dell’educatrice-fotografa Marianna Sambiase, che lavora in un nucleo Alzheimer della Fondazione, insieme ai reportage effettuati nella sede di Cesano Boscone da Enrico Zuppi (padre dell’attuale presidente della Cei cardinale Matteo Zuppi) e da Gianni Berengo Gardin, recentemente scomparso.
Tra le iniziative di spicco figura la collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo per il progetto video «Pietre antiche, pietre nuove». L’opera, in uscita ad aprile, racconterà il passaggio di competenze e valori tra gli operatori storici e i nuovi arrivati, un parallelo con la manutenzione della Cattedrale milanese dove i marmi nuovi sostituiscono e sostengono quelli antichi.
Infine, il 2026 vedrà anche la posa della prima pietra, a Cesano Boscone, del nuovo Centro per minori Santa Maria Bambina, l’unica struttura della Lombardia aperta 24 ore al giorno 365 giorni l’anno, che accoglie bambini con disabilità gravi e gravissime e disturbi del comportamento di grado severo. La nuova struttura, progettata per garantire spazi ampi e accoglienti e un giardino sensoriale, favorirà il contatto tra i piccoli residenti e le loro famiglie, per raggiungere il traguardo possibile del rientro di tutti i minori, una volta concluso il percorso di riabilitazione, a casa con mamma e papà.
Un ecosistema della cura
Celebrare questo anniversario significa riconoscere il peso specifico di una realtà che è espressione della Diocesi di Milano e dialoga con un bacino di 5,5 milioni di abitanti e oltre 1000 parrocchie. Sacra Famiglia oggi garantisce oltre 532 mila prestazioni sanitarie e sociosanitarie ogni anno. Con 2.200 professionisti e 600 volontari, l’ente accoglie e cura 57.600 persone tra anziani, minori e adulti con disabilità complesse.
Un impatto che si estende alle famiglie: circa 60 mila familiari e caregiver ruotano attorno alle strutture della Fondazione, creando un patrimonio di relazioni che rende Sacra Famiglia non solo un’eccellenza sanitaria, ma una comunità viva e aperta a territorio, cittadini e istituzioni.



