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Vita consacrata

Suor Maria Gabriella e la felicità di sentirsi amata

Nella Giornata Pro Orantibus la testimonianza di una Benedettina e della sua Priora. Dal 23 al 29 novembre l’Arcivescovo terrà Esercizi spirituali nei monasteri maschili e femminili dell’Arcidiocesi

di Simonetta CABONI

21 Novembre 2025

La festa della Presentazione di Maria affonda le sue radici in un gesto semplice e familiare: Gioacchino e Anna portano al Tempio la loro figlia. Un gesto consueto nella tradizione ebraica, mosso del desiderio di presentare a Dio la vita affinché trovi in Lui la sua mèta. La persona presentata è Maria e il significato più profondo di questo evento – e della storia che porta con sé – è semplice e rivoluzionario: d’ora in poi non sono più le pietre o l’altare il centro sacro del mondo, ma l’uomo stesso, con tutta la sua vita. Maria è presentata nel Tempio e la sua vita, illuminata da dentro, diventa Tempio. In questo giorno (21 novembre), in cui la Chiesa ricorda con particolare affetto le comunità monastiche attraverso la Giornata Pro Orantibus, abbiamo raccolto le testimonianze di donne che – desiderose con tutto il cuore di affidarsi a Dio – hanno pronunciato i voti monastici.

Venerdì 31 ottobre le Monache Benedettine dell’Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento – da poco trasferitesi a Quarto Oggiaro – hanno accolto la professione monastica di suor Maria Gabriella.

Suor Maria Gabriella, come è nato in te il desiderio di abbracciare questa vita?
Per essere felici si pensa che si debba avere tanto e fare tanto, ma non è quello che ho sperimentato io, in particolare il 31 ottobre, giorno della mia professione monastica. La mia felicità non è data da meriti o capacità, anche perché col passare del tempo si possono perdere, ma dal sapermi e sentirmi amata. Da questo nasce il desiderio di essere consacrata a Dio: per rispondere con tutta la mia vita al suo amore, consegnandomi e abbandonandomi completamente nelle sue braccia e nella sua volontà, l’unica che sa ogni vero bene. San Benedetto per questo motivo fa cantare per tre volte un versetto al neo-professo: «Accoglimi, Signore, secondo la tua parola e avrò la vita. Non deludere la mia speranza».
Giunta nell’imminenza alla professione, mi sono accorta che non sono io che la merito, ma che la ricevo gratuitamente: è un dono tanto grande che ci fa sentire molto piccoli. Rimane la tentazione di farmi da me, ma il mio essere ora unita a Gesù trasforma e colora tutta la mia vita e quella di chi ci è attorno.
Come è avvenuto quando cantavo il Suscipe nel momento più alto della celebrazione: guardavo e cantavo a Gesù, ma non ero da sola. Ciò che ricorderò maggiormente è questo canto e il sorriso delle persone che avevo attorno, compreso quello del nostro Arcivescovo monsignor Mario Delpini, Madre Maristella, mia priora, e tutta la mia comunità, con la mia famiglia e tantissimi amici.

Madre Maristella, come avete vissuto il dono della professione di suor Maria Gabriella?
Ho conosciuto Anna esattamente sette anni fa: era una matricola del Politecnico, che veniva nella nostra chiesa per l’adorazione eucaristica. Dopo qualche mese mi chiese di fare un ritiro durante il Triduo pasquale. Da quel momento nacque un’intesa, una sintonia spirituale che è andata via via crescendo fino al suo ingresso in monastero nel 2022. È stato per me un onore e una gioia poterla accompagnare passo passo nel cammino di formazione fino alla professione monastica, dandole anche il suo nuovo nome, ispirato alla giovane monaca trappista morta nel 1939 dopo aver offerto la vita per l’unità dei Cristiani.
La presenza in comunità di Anna, ora suor Maria Gabriella, ha portato fra noi tutta la freschezza della gioventù, con tante domande che ci obbligano ad approfondire l’essenziale della nostra vita e del nostro carisma. Ci ha aiutato ad affrontare con slancio e generosità il lavoro del trasloco, guardando al futuro con speranza. Vederla ora professare i voti ci ha riempite tutte di gioia: sentiamo che la trasmissione della vita che riceviamo in dono dal Signore e dalla Chiesa è un vero fiume di acqua fresca e zampillante che può dissetare senza sosta noi e il prossimo. Donarsi senza riserve al Signore è il modo migliore per diffondere amore e pace intorno a noi e nel mondo intero.

Esercizi spirituali con l’Arcivescovo

All’indomani della festa della Presentazione della Madre di Dio al Tempio, dal 23 al 29 novembre, l’Arcivescovo - accompagnato dal Vicario episcopale per la Vita consacrata monsignor Walter Magni – partirà per un corso di Esercizi spirituali offerto a tutti i monasteri maschili e femminili dell’Arcidiocesi. Nel corso della settimana, l’Arcivescovo visiterà ogni comunità monastica guidato dalla Parola. Sarà un tempo di silenzio e di ascolto, per «vedere e gustare la bellezza dell’Amore di Dio che riempie e rinnova il volto della terra». Ecco le comunità che saranno visitate: Romite del Sacro Monte (Varese), Benedettini di Dumenza, Carmelitane di Legnano, Olivetani di Seregno, Adoratrici del Ss. Sacramento di Seregno e di Monza, Francescane di Paderno Dugnano, Carmelitane di Concenedo (Barzio), Romite di Cassina Valsassina, Agostiniane di Milano, Benedettine del Ss. Sacramento di Milano, Cistercensi di Chiaravalle, Benedettine di Viboldone (San Giuliano Milanese), Clarisse di Milano, Carmelitane di Milano e Benedettini di Buccinasco (Cascinazza). Come in uno scambio di doni, l’invito è quello a custodire nella preghiera queste comunità monastiche che, nel segreto della loro vita quotidiana, intercedono per tutta l’umanità.