Ormai al termine la fase di ascolto e consultazione del Sinodo minore, stanno per essere predisposte le tracce che guideranno il lavoro del Consiglio presbiterale e pastorale diocesano. Tutti invitati ad avanzare consigli e suggerimenti

di monsignor Luca BRESSAN
Vicario episcopale e Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”

giovani e migranti 2

Dopo una prima fase di ascolto capillare, il Sinodo diocesano entra ora in un momento successivo, cruciale per il suo sviluppo. È agli sgoccioli l’invio degli esiti della consultazione di base (frutto del lavoro di confronto e di ascolto fatto dalle parrocchie, dagli operatori della carità, dai preti e dal mondo della vita consacrata; ma anche da parecchie istituzioni educative, come pure da amministratori locali e dai migranti stessi), che ha fatto giungere alla Commissione centinaia di risposte. Mostreremo i numeri e la consistenza di questa fase nelle tracce di riflessione che predisporremo per il consiglio presbiterale e pastorale diocesano.

La Commissione in queste settimane è concentrata e al lavoro per stendere le sintesi e i testi che faranno da guida al momento strettamente sinodale, vissuto dai due Consigli diocesani. Sono tante le indicazioni e i suggerimenti che ci sono giunti, come pure le indicazioni di fatiche e punti di tensione su cui lavorare. Emerge tuttavia con sempre maggiore lucidità un punto che fa da architrave al cammino che stiamo costruendo insieme: per essere all’altezza del cambiamento che la Chiesa di Milano sta vivendo non basta immaginare aggiunte o integrazioni agli stili che disegnano il nostro volto ecclesiale e la nostra vita di fede. Con più semplicità, ma anche con maggiore coraggio, occorre invece prepararci a cambiare, a ripensarci come soggetti diversi, frutto di quel “noi” che è il risultato dell’azione di attrazione che il Crocifisso risorto continua a esercitare nelle nostre vite e nella storia.

Un simile cambiamento non avviene a tavolino e nemmeno sarà frutto soltanto di documenti e di decreti. È opera di una Chiesa che tutta insieme si lascia guidare dallo Spirito Santo; è frutto di una Chiesa che sa rimanere concentrata nella contemplazione del disegno che Dio le sta facendo realizzare dentro la storia degli uomini. Per questo motivo il lavoro delle parrocchie, il lavoro dei singoli cristiani e delle comunità non è finito: invitiamo tutti a leggere con attenzione le tracce che a breve pubblicheremo on line, per continuare a discernere assieme (passando i vari suggerimenti che vi verranno a qualche componente del Consiglio presbiterale o pastorale) come Milano può essere Chiesa dalle genti.

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