«Riconoscere i nostri talenti e occuparli per il bene di tutti», «ricordare all’umanità la sua vocazione a diventare una fraternità universale», «curare la terra come una casa comune»: questa l’esortazione dell’Arcivescovo alla vigilia della festa

Natale

«Basta con la vita sospesa», passata ad «aspettare i numeri di come vanno le cose». Inizia con un richiamo forte il video-messaggio augurale per Natale dell’Arcivescovo di Milano. Serve «il coraggio di dire basta a ciò che ci trattiene», è necessario che ognuno sappia cosa deve fare, senza dipendere «da limiti e permessi», sottolinea monsignor Delpini.
Ma cosa occorre fare? «Migliorarci, correggere i nostri limiti, occupare i nostri talenti per il bene di tutti». E poi ricordare all’umanità «la sua vocazione a diventare una fraternità universale». Infine, curare la terra «come una casa comune», in cui i figli di Dio «vivano uniti». Tre responsabilità che ci spettano in quanti figli di Dio, conclude l’Arcivescovo, perché «il Figlio di Dio si è fatto uomo per essere maestro del nostro essere uomini»-

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