Sono i tratti distintivi dell’umanesimo cristiano ricordati dal Pontefice nel suo intervento al Convegno ecclesiale nazionale, «a partire dalla centralità di Gesù, scoprendo in Lui i tratti del volto autentico dell’uomo»

Papa Francesco_Firenze

«In ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni diocesi e circoscrizione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni». Con questa precisa indicazione questa mattina papa Francesco ha concluso il suo intervento nella Cattedrale di Firenze.

Ai delegati e, quindi, a tutta la Chiesa italiana, ha ricordato che noi «possiamo parlare di umanesimo solamente a partire dalla centralità di Gesù». Di qui i tre tratti distintivi dell’umanesimo cristiano evidenziati dal Santo Padre: l’umiltà, il disinteresse e la beatitudine.

Dopo aver messo in guardia dalla tentazione di voler pianificare tutto in maniera astratta e da quella di una fede rinchiusa nel soggettivismo, il Papa ha raccomandato «a tutta la Chiesa italiana l’inclusione sociale dei poveri e la capacità di incontro e di dialogo per favorire l’amicizia sociale nel Paese, cercando il bene comune».

A nome di tutti il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha accolto il Santo Padre esprimendogli l’affetto e la vicinanza, e la disponibilità a continuare in un cammino sinodale sempre più intenso.

Nel pomeriggio la Messa allo Stadio Franchi.

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