La Giornata nazionale di promozione è un'occasione per comunicare il bene fatto con questo strumento: dalle Chiese e dagli Enti ecclesiastici lo Stato ricava dieci volte quello che investe tramite l’8x1000. Nel 2018 la Diocesi di Milano ha distribuito circa 14 milioni di euro

di Massimo Pavanello
Incaricato diocesano Sovvenire

Foto-mappa

Un cartello scritto a mano – nello studio di Einstein, all’Università di Princeton – avvertiva: «Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato». Salvata la prudenza, concediamoci un gioco: riempire il “menù a tendina” della mappa  www.8xmille.it

Regione: Lombardia. Diocesi: Milano. Ambito: tutti. Pagine: 76.

Per raccogliere le opere sostenute dall’8×1000 nella diocesi di Milano, servono ben 76 pagine web. E l’elenco non è neppure aggiornatissimo. Mancano quelle dell’ultimo anno e la lista difetta completamente dei microprogetti di carità che ciascun Vicario episcopale di Zona rinforza con questo speciale fondo. Ogni anno, per l’intera diocesi, circa una settantina a rotazione.

Un semplice divertissement conferma come lo slogan dei nuovi spot – «Il Paese dei Progetti Realizzati» – non sia una trovata pubblicitaria senza fondamento, bensì descriva una realtà facilmente verificabile. Domenica 19 maggio, Giornata Nazionale dell’8×1000, tutto ciò sarà oggetto di comunicazioni più puntuali in ogni parrocchia. La scadenza è dedicata alla conoscenza del bene fatto e alla trasparenza.

In questa stagione di dichiarazione dei redditi, poi, si scoprirà come una firma – gratuita – sul modello dell’Agenzia delle entrate, si trasformi in migliaia di progetti di carità, in Italia e nei Paesi in via di sviluppo; in opere di culto e pastorale per la popolazione italiana; in attività di evangelizzazione e conforto portata avanti dai circa 35 mila sacerdoti diocesani, di cui 600 missionari italiani nel mondo. Anche chi non è tenuto a presentare la propria dichiarazione fiscale – ma ha un qualsiasi reddito, seppur minimo – può comunque firmare una scheda sostitutiva per decidere a chi devolvere la propria quota di 8×1000. Il modulo si trova presso ciascuna parrocchia.

La prassi è ormai più che trentennale. Ma proprio per questo c’è il rischio che lo strumento sia considerato un dato acquisito, gestito da un ente senza volto, e che ciò concorra ad affievolire la coscienza e l’intraprendenza dei fedeli. Ecco perché è bene rimotivare le scelte, mostrandone i frutti.

Attraverso l’8×1000 la diocesi di Milano ha distribuito così, nel 2018, i fondi a essa spettanti: euro 7.072.040,94 per interventi caritativi; euro 7.337.936,79 per culto e pastorale (dettagli su www.chiesadimilano.it/sostegnochiesa). Per il sostegno di 2012 sacerdoti ambrosiani ha attinto, dall’8×1000, euro 16.702.924,80, pari al 50,2% del fabbisogno. La restante parte è stata coperta da parrocchie, stipendi e pensioni personali, patrimoni diocesani, erogazioni liberali.

Da tre decadi – con firma ripetuta, un “referendum” annuale senza pari – circa l’80% di questo gettito nazionale viene destinato alla Chiesa cattolica. È la certificazione della fiducia che i cittadini, non solo i credenti, hanno nei confronti di ciò che le comunità fanno per il bene comune. È noto, infatti, che lo Stato ricavi – dalle Chiese e dagli Enti ecclesiastici – dieci volte quello che investe tramite l’8×1000.

Ciò vale, si accennava, anche per i progetti caritativi nel mondo. Il giochino d’apertura – per conoscere le destinazioni missionarie dell’8×1000 – può essere ripetuto sulla home page di www.chiesacattolica.it . Anno: 2016-2019. Paese: tutti. Nazione: tutti. Settore: tutti. Totale progetti: 2140. Totale finanziamenti: 343.6 milioni. Un “aiuto a casa loro” che non ha bisogno di commenti.

Le parrocchie, allora, sono chiamate a far conoscere localmente quanto promosso con questi fondi; ad attrezzarsi per raccogliere la firma di chi non è tenuto a consegnare la dichiarazione dei redditi (cfr www.chiesadimilano.it/sostegnochiesa), magari in collaborazione con qualche sodalizio che congiuntamente raccoglie il 5×1000 per sé; a organizzare eventi di formazione sul sistema del Sovvenire.

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