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Giovedì Santo

Opera Aiuto Fraterno, un sostegno che dice l’appartenenza a un unico presbiterio

In Diocesi quasi 500 preti ultra 75enni e oltre 350 ultra 80enni: non tutti necessitano di assistenza, ma a quanti sono malati, soli o in difficoltà sono destinate le offerte raccolte nella Messa Crismale e in quelle in Coena Domini. L’attività della Fondazione che se ne occupa nelle parole del vicepresidente monsignor Massimo Fumagalli

di Luisa BOVE

30 Marzo 2026
Preti ambrosiani alla Messa Crismale (Agenzia Fotogramma)

La Messa Crismale, che l’Arcivescovo presiede il Giovedì santo in Duomo con tutto il clero ambrosiano, è una celebrazione cara ai sacerdoti che fanno memoria della loro scelta vocazionale. Ed è in questa stessa occasione che i preti possono esprimere con un gesto semplice il senso di appartenenza e fraternità. Per questo saranno da loro raccolte offerte a favore dei sacerdoti anziani e malati, destinate alla Fondazione Opera Aiuto Fraterno (Oaf) che interviene nell’assistenza ai più fragili. «La lettera dell’Arcivescovo richiama il gesto della cassa comune, del condividere le risorse affinché quando c’è necessità vi si possa attingere e aiutarsi reciprocamente», spiega monsignor Massimo Fumagalli, vicepresidente della Fondazione.  

L’Arcivescovo invita i preti alla “conversione” dall’accumulo per sé a favore appunto di una cassa comune…
C’è sempre la tentazione di accumulare soldi per sé e non per la carità agli altri. Di solito si invitano i preti a lasciare per le opere della comunità ciò che è frutto del loro ministero, invece quello che deriva dal patrimonio personale va alla famiglia. Purtroppo a volte i nostri preti anziani si trovano con poco perché nel passato sono stati eccessivamente generosi nella carità e a volte anche imbrogliati.

La popolazione invecchia sempre più. Quanti sono i preti anziani e quali le spese maggiori che dovete affrontare?
Su 1567 preti ambrosiani, gli over 75 anni sono 498 e gli over 80 anni 354. Naturalmente non tutti hanno bisogno di assistenza. Noi diamo aiuto anzitutto a chi è in difficoltà e non riesce a pagare la retta della Rsa o la balante. Prima valutiamo quello che i preti hanno a disposizione, tra ciò che ricevono dall’Istituto del sostentamento del clero e le risorse personali, e in caso di necessità interveniamo anche in modo sostanzioso. I soldi che riceviamo dai preti li usiamo quindi per chi effettivamente ha bisogno. Ci sono anche provvidenze di carattere civile (contributi per determinate patologie, pensione di invalidità, accompagnamento) perché anche il prete ne ha diritto in quanto cittadino. Inoltre esistono contributi assicurativi che vengono garantiti a tutti i sacerdoti italiani in determinate condizioni di salute.

L’Opera Aiuto Fraterno svolge un monitoraggio sulle situazioni di fragilità in Diocesi grazie a preti incaricati nelle Zone pastorali…
Come équipe ci incontriamo ogni due o tre settimane per confrontarci sulle varie problematiche che i referenti rilevano incontrando i preti. E poiché sono tanti, ora pensiamo a un lavoro a tappeto chiedendo anzitutto informazioni ai decani, perché non riusciamo a intercettare tutti. Si tratta di conoscere le condizioni degli ultra 75enni: se riescono ad andare in chiesa, se svolgono un lavoro pastorale, se restano bloccati in casa per problemi di salute e così via. Vorremmo fare una rilevazione più attenta e particolareggiata sulle condizioni di salute e di vita, anche pastorale, dei preti. A volte non sappiamo se stanno bene, se gestiscono da soli la badante, se sono in una Rsa o ricoverati in ospedale. Attraverso i decani possiamo almeno monitorare le condizioni generali, andare a trovarli e attivarci.

Come?
Abbiamo un diacono che è medico geriatra in pensione e quando c’è bisogno andiamo con lui in visita ai sacerdoti per capire se vivono in condizioni adeguate o se occorre un intervento maggiore dal punto di vista assistenziale. In équipe abbiamo anche un ex direttore sanitario che lavora con noi, tiene i rapporti con Regione Lombardia e si aggiorna su tutte le normative relative all’assistenza.

Il sostegno economico vi arriva anche dai privati?
Certo. Con solo le offerte del Giovedì santo non riusciamo a far fronte alle spese che sono elevate. Oltre a sacerdoti che in occasione del 50° di ordinazione fanno offerte importanti, per fortuna abbiamo anche lasciti, eredità, offerte di altre persone e titolari di aziende che fanno una donazione perché hanno conosciuto preti o perché qualcuno ha parlato loro dell’Opera aiuto fraterno.

Come offrire

Alla Fondazione Opera Aiuto Fraterno sono destinate sia le offerte personali dei sacerdoti che partecipano alla Messa Crismale in Duomo, sia quelle raccolte le Messe in Coena Domini in tutta la Diocesi.
È possibile contribuire anche tramite un bonifico sul conto corrente intestato a Fondazione Opera Aiuto Fraterno, Banca Popolare di Sondrio Filiale di Milano – Agenzia 3; Iban IT 81 A056 9601 7990 0001 9049 X29.