Questo il filone tematico comune che caratterizzerà le iniziative dei gruppi parrocchiali o di Cp nel 2019-2020. Prosegue il cammino della “Scuola Responsabili”

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In una riunione tenutasi il 19 giugno scorso il Consiglio diocesano del Movimento Terza Età – che si occupa dell’evangelizzazione e della promozione umana degli anziani -ha stabilito il programma di attività per i propri gruppi parrocchiali o di Comunità pastorali per l’anno 2019-2020. È scelto un titolo generale, «Crescere in umanità… nella fede, nella socialità, nell’amicizia, nella gioia», per contrastare quel senso di scoraggiamento che facilmente assale gli anziani, soprattutto quelli più avanti negli anni, partendo dalla convinzione che, nella mente di Dio, tutta la vita è una crescita verso la “statura perfetta” del Cristo.

Gli incontri promossi dai gruppi dovranno quindi modulare il tema generale, caratterizzandolo nei diversi ambiti (fede, attenzione al sociale, amicizia, gioia di vivere, ecc). Ogni gruppo organizzerà un programma mensile nel quale siano possibilmente inclusi un incontro sul sussidio formativo Siate sempre lieti nel Signore – Cammino spirituale di Paolo apostolo autore della lettera ai Filippesi (di monsignor Franco Cecchin, Assistente spirituale del Movimento), un incontro su argomenti di attualità sociale (avvalendosi dell’aiuto del sito web completamente rinnovato, del notiziario Sempre in dialogo e di eventuali sussidi ad hoc),un incontro culturale e uno conviviale, che aiuti a socializzare.

Molto importante sarà poi la ripresa della cosiddetta “Scuola Responsabili”, in aiuto alla “formazione permanente” di coloro che hanno accettato di essere responsabili di un gruppo parrocchiale e degli animatori di questi stessi gruppi. Per il nuovo anno sociale sono stati individuati tre temi: «Vita e responsabilità dei laici nella società civile e nella Chiesa», «Il rapporto intergenerazionale», «La comunicazione, oggi: i nuovi media». A ogni incontro interverrà un esperto; i partecipanti saranno poi invitati a riunirsi in gruppi di lavoro per maturare insieme quanto appreso dalle relazioni degli esperti e per individuare le ricadute per i propri gruppi, le difficoltà incontrate e gli eventuali quesiti da porre al relatore principale. Ai responsabili diocesani, poi, spetterà organizzare le conclusioni e le proposte che possono emergere dal lavoro comune.

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