Link: https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/missionari-a-garoua-tra-annuncio-e-sfide-292262.html
Percorsi ecclesiali

L’Ottobre missionario straordinario

Sirio 26 - 31 maggio 2024
Share

Esperienze

Missionari a Garoua tra annuncio e sfide

Risale alla metà degli anni Ottanta la presenza di «fidei donum» in Camerun, una giovane Chiesa che adesso inizia a passare ai preti locali. Molti progetti sociali e sanitari sono realizzati con la collaborazione del Coe

3 Novembre 2019

La collaborazione tra la Diocesi di Milano e quella di Garoua (Camerun) risale all’epoca dei cardinali Martini e Tumi a metà degli anni Ottanta. Il sodalizio tra queste due Chiese ha visto il susseguirsi di sacerdoti, famiglie, giovani e laiche consacrate fidei donum che hanno dedicato tempo ed energie alla crescita della giovane Chiesa diocesana di Garoua, aiutando la nascita e lo sviluppo di cinque parrocchie, tre delle quali (Djamboutou, Pitoa e Gashiga) affidate ora al clero locale. Gli ambiti di impegno che hanno visto protagonisti i diversi soggetti fidei donum sono: la pastorale ordinaria delle parrocchie, attività sociale per la scolarizzazione e l’educazione dei minori, l’alfabetizzazione delle donne, educazione sanitaria, prevenzione dell’Aids e un’attenzione alle realtà carcerarie. Tutto questo in stretta collaborazione con il Coe, associazione nata nella Diocesi di Milano sotto l’impulso di don Francesco Pedretti che, a partire dagli anni Novanta, ha realizzato alcuni progetti: un ospedale, un centro di formazione per i giovani, una comunità di accoglienza per i minori a rischio e una realtà per lo sviluppo agricolo.

Attualmente la presenza ambrosiana conta quattro preti. Nella Diocesi di Garoua sono presenti: don Paolo Mandelli e don Luca Damiani nella parrocchia St. Benoit a Djalingo, situata a qualche chilometro da Garoua, e don Luigi Rivolta nella parrocchia St. Jean Marie Vianney a Ngalbidje, alla periferia della città. Durante gli ultimi vent’anni la Diocesi di Garoua è notevolmente cresciuta e il numero di sacerdoti locali è tale da garantire il ministero pastorale in quasi tutte le parrocchie della Diocesi. La cooperazione missionaria tra le Chiese è stata benefica al punto che la Diocesi di Garoua invia oggi suoi preti fidei donum al servizio di altre diocesi. Il quarto fidei donum è don Bruno Vitari, che aveva iniziato il suo servizio nella Diocesi di Garoua nel 1993 e oggi, dopo un rientro in Italia, opera nella Diocesi di Bertoua dove si è recato nel 2011.

Uno dei tesori della missio ad gentes è la meraviglia di vedere Dio all’opera nell’annuncio del Vangelo. Nell’esperienza concreta della visita nei villaggi per la celebrazione dei sacramenti, per esempio, si percepisce che l’annuncio del Vangelo è esperienza di dono offerto e ricevuto. Incontrare e lasciarsi incontrare si rivela dimensione decisiva per tutti i discepoli di Gesù Cristo: non basta essere in terra di missione per essere in missione! La relazione con gli altri, tutti gli altri passa per gli incontri personali. La vita quotidiana è multiculturale, multietnica e a volte multi religiosa (si pensi ai matrimoni e ai funerali) e l’annuncio del Vangelo deve tenerne conto per far sì che davvero tutti siano attirati al Signore Gesù, che chiama alla liberazione dal peccato e alla gioia piena. Tutto questo è motivo di speranza e di gioia e invito a continuare questa fruttuosa cooperazione missionaria che «manifesta la dimensione universale della Chiesa». Alla luce della nostra esperienza personale e secondo l’invito dell’arcivescovo Mario proponiamo «una più abituale considerazione della possibilità di dedicare un certo tempo per incontrare e collaborare con altre Chiese, sia nella forma di brevi esperienze che hanno il fascino dei “viaggi missionari”, sia nella forma di un servizio fidei donum, praticabile da parte di preti e laici per alcuni anni, sia nella forma della scelta di vita degli istituti missionari, con una consacrazione stabile per la missione».

Leggi anche

Testimonianza
don luigi rivolta

«Siamo una presenza per condividere gioie e fatiche»

Parla don Luigi Rivolta, fidei donum in Camerun dal 2013: «Accettarci come siamo anche per loro non è scontato e la fatica è reciproca, chiede pazienza e ascolto»