Grande partecipazione alle serate promosse per presentare e sensibilizzare sul progetto “Una famiglia per Abdou”, avviato in collaborazione con il Comune: «Possiamo dimostrare in concreto di credere ancora che la solidarietà sia un valore»

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Un progetto ideato con il Comune di Milano. Per quanti sono disponibili (anche singoli e coppie, senza vincoli d’età), uno sportello e un numero di telefono da contattare. Sarà erogata una somma mensile per contribuire alle spese di mantenimento

Porti chiusi, cuori aperti? C’è chi dice no alla paura per il diverso, rifiuta le parole d’odio contro i migranti e sceglie di dimostrarlo con scelte di vita invece che con gli slogan. Sono le famiglie che hanno risposto all’appello di Caritas Ambrosiana “Una famiglia per Abdou”. L’organismo diocesano si è messo alla ricerca di coppie, ma anche di single disposti ad accogliere a casa propria in affido uno dei 14 adolescenti ospiti delle comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati di Milano. Alla prima serata, nella sede di via San Bernardino, venerdì 11 gennaio si sono presentate circa 100 persone. La settimana dopo, alla Masseria di Cisliano, al giro-pizza offerto dagli ospiti della comunità di don Massimo Mapelli per sensibilizzare sul tema, ne sono arrivate altre 150. Un successo oltre le più rosee aspettative.

Paolo, 77 anni, ingegnere ex dirigente della Pirelli, è venuto al primo incontro con la moglie Carla, 74 anni, ex insegnante. «Con il clima che c’è in giro, ci siamo detti: “Andiamo a vedere se possiamo fare qualcosa di concreto per dimostrare che ci sono persone che credono ancora che la solidarietà sia un valore” – spiega -. Di affido abbiamo sentito sempre parlare, per anni siamo stati i nonni putativi dei bambini della comunità dove mia figlia lavorava come educatrice; siamo poi diventanti i supporter di una rete di famiglie accoglienti, ma non abbiamo mai sperimentato direttamente l’affido. Vedremo se scegliere questa opportunità, oppure se prendere con noi un adulto aderendo al progetto “Rifugiato a casa mia”. Siamo comunque decisi a fare un’esperienza di accoglienza. Abbiamo cinquant’anni di matrimonio alle spalle, ma abbiamo ancora voglia di fare progetti insieme».

Accanto a Paolo e Carla erano seduti Giulia e Alfredo, una giovane coppia senza figli: «È stato un incontro molto interessante. Non ci spaventano né l’impegno, né le eventuali difficoltà: avere per casa un adolescente non ci terrorizza affatto. E poi, magari, possiamo aiutarlo a trovare qualche lavoretto per mandare i soldi a casa alla sua famiglia di origine».

Matteo Zappa, responsabile dell’area minori di Caritas Ambrosiana è molto soddisfatto: «Naturalmente non è detto che chi viene agli incontri scelga alla fine di aderire alla nostra proposta. Ma certo la partecipazione ci ha stupito. Ci auguriamo che anche altri si aggiungano per strada, dandoci così la possibilità di ricollocare altri minori, oltre a questo primo gruppo individuato insieme al Comune di Milano».

Il progetto prevede che Caritas e Comune individuino di volta in volta, tra gli 830 minori presenti nelle comunità, quelli con le caratteristiche per poter essere accolti in famiglia, cerchino le persone disponibili a sperimentare con questi ragazzi l’affido e le seguano una volta che hanno deciso di accettare.

Di affido e delle altre forme di accoglienza familiare si parlerà anche la mattina di sabato 2 febbraio in Sala San Satiro (piazza Sant’Ambrogio 15, ingresso largo Gemelli) al convegno organizzato da Caritas Ambrosiana e Servizio diocesano per la Famiglia in occasione della Giornata per la vita.

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