Con il primo incontro in programma sabato 21 marzo nella Sala convegni della Curia arcivescovile avrà inizio l’edizione 2026 de «La parrocchia comunica», il corso di formazione per operatori della comunicazione in associazioni o parrocchie (è ancora possibile iscriversi online, il costo è di 30 euro).
Come nasce il bene concreto
Tra i relatori del corso c’è Bruno Mastroianni, consulente di comunicazione e formatore, che curerà la prima lezione dedicata a «Raccontare bene il bene». Non è un caso che il corso cominci da un argomento così preciso: le storie che non trattano di conflitti o di problemi comuni sono spesso percepite come le più noiose, oppure scivolano in retoriche di sentimentalismo o autocelebrazioni. Per rendere il racconto davvero interessante, spiega Mastroianni, «bisogna saper raccontare il bene senza nascondere il conflitto che quasi sempre lo accompagna: il bene concreto nasce da persone che si impegnano nelle difficoltà, producendo cambiamenti».
Mettere in comune gli interessi
Un secondo elemento critico per molte realtà è che non avere realmente idea di cosa si debba “comunicare”. La confusione in questo caso è mescolare le informazioni quotidiane come avvisi, orari o scadenze, con quella che invece dovrebbe essere una pratica più assimilabile al “coinvolgimento” delle persone nelle proprie attività. «A volte abbiamo una visione di comunicazione troppo “muscolare”: arrivo io, parlo e mi ascolti – spiega Mastroianni -. Dovremmo invece intercettare quali sono gli interessi della propria comunità e cercare di metterli in comune». L’immagine che secondo Mastroianni rappresenta questo nuovo punto di vista è l’elezione di papa Francesco: il Pontefice, invece di benedire la folla accorsa a San Pietro, si inginocchia chiedendo che siano i fedeli a pregare per lui.

Il Bilancio di missione, uno strumento
Ma come coinvolgere un pubblico che convive nella tua comunità, ma non è interessato ai tuoi “argomenti”? Una soluzione può venire dagli strumenti che si hanno a disposizione. Tra gli argomenti trattati nel corso della lezione ci sarà uno spazio dedicato anche al Bilancio di missione parrocchiale. E il primo passo per Mastroianni è proprio di cercare tra le pieghe dei propri mezzi, per capire cosa potrebbe interessare. «Serve anche un po’ di coraggio, senza aver paura di sentirsi dire ogni tanto che non si risulta interessanti».
Saper affrontare le critiche
Questo non solo per preservare lo spirito di chi cerca nuove voci, ma anche per tutelarlo quando, specie negli spazi digitali, riceve commenti negativi o critiche al suo operato. Anche in questo caso l’umiltà è la risposta vincente, fondamentale per sviluppare una sensibilità più articolata alle critiche. «Tralasciando quelle che travalicano il rispetto e sono colme di insulti – prosegue Mastroianni – se le richieste sono presentate con educazione vanno affrontate con serenità. Perché i problemi esistono nelle differenze delle persone che si incontrano. E da questo disagio espresso, si possono ispirare azioni future».
Anche uscendo dall’esempio della parrocchia, Mastroianni ricorda come ognuno di noi, nella sua vita, abbia acquisito le sue migliori competenze partendo dal disaccordo con qualcuno. Di chi ha resistito alle nostre idee e ci ha fatto notare un errore. In parte facendoci sentire umiliati, ma al contempo migliorandoci. «Magari attorno a quell’oro c’era un po’ di fango, però poi dentro c’era la pepita» ricorda Mastroianni.




