
«Per la città di Legnano, da tempo, si sta configurando un assetto nuovo che ora si arricchisce di un’ulteriore modifica, nel contesto della ripartizione che da sempre la caratterizza: le due parrocchie del centro, riunite in Unità pastorale, e le zone dell’Oltresempione e dell’Oltrestazione, che già vedevano la presenza di due rispettive Comunità pastorali. Infatti, dall’8 settembre la parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù – finora affidata ai Carmelitani e che rimarrà ente ecclesiastico civilmente riconosciuto con la denominazione di Rettoria – è entrata a far parte della giurisdizione diocesana nella Comunità pastorale San Barnaba e San Filippo Neri». Monsignor Luca Raimondi, Vescovo ausiliare e Vicario episcopale della Zona IV, spiega il significato di un passaggio non solo formale. «Questo inserimento è importante anche per la società legnanese – conferma infatti il Vicario -, perché ora la comunità civile avrà un’unica realtà interamente diocesana con cui interfacciarsi. Sono molto soddisfatto di quanto si è realizzato, che va a ufficializzare una collaborazione tra le realtà parrocchiali già esistente nei fatti, ma ora sancita anche in una nuova forma amministrativa».

Ugualmente soddisfatto anche il Vicario della Zona VI, monsignor Marco Bove, per quanto si è concretizzato a Gaggiano. Infatti, sempre dall’8 settembre, la cessazione della Comunità pastorale Maria Regina della Pace e la fusione per incorporazione delle parrocchie dei Santi Andrea e Rocco, dei Santi Eugenio e Maria e di San Vito Martire nella parrocchia Spirito Santo, che assume la nuova denominazione di Maria Regina della Pace, fa sì che nel territorio di Gaggiano sussista un’unica parrocchia. «Al di là della terminologia dell’atto giuridico, questa scelta ha un peso pastorale rilevante – sottolinea monsignor Bove -. Il motivo è semplice: trattandosi di parrocchie molto piccole e senza più vera e propria attività pastorale, siamo arrivati a questa decisione, ratificando una situazione già in essere, in quanto queste comunità di fatto stavano già camminando insieme. Don Gabriele Moschettini, responsabile della Comunità pastorale, ha convocato più volte il Consiglio pastorale e anche il Consiglio Affari Economici; l’ultimo passaggio l’abbiamo fatto insieme con la mia presenza, appunto per ratificare qualche cosa che, così, nessuno ha sentito estraneo o calato dall’alto. Mi sono confrontato più volte con don Gabriele e credo che possiamo considerare che si sia aperta una strada, creando un precedente che esprime un modello per cui, laddove vi siano condizioni analoghe, si possa fare come a Gaggiano. Ritengo che, nei prossimi anni, dovremmo guardare con attenzione a quello che chiamerei un nuovo rapporto con il territorio. Ossia come la nostra Chiesa diocesana e le nostre comunità possono essere presenti nei territori in modo capillare e significativo senza appesantimenti burocratici, figli di una storia che appartiene al passato».


