Sirio 04-10 marzo 2024
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19 ottobre

Le Ausiliarie riflettono sulla spiritualità diocesana

Nel quarantesimo anniversario dalla nascita dell’Istituto, un convegno con l’Arcivescovo presso il Centro pastorale di Milano

di Roberta CASOLIAusiliarie diocesane

16 Ottobre 2019

Quando abbiamo iniziato a interrogarci sul contenuto di un convegno in occasione del nostro 40°, ci siamo domandate quale potesse essere il contributo da offrire alla nostra Chiesa, quale racconto avremmo potuto intrecciare con autorevolezza e quali altre storie altrettanto ricche avremmo potuto raccogliere per continuare con slancio a camminare insieme. La domanda ci ha indirizzato quasi istantaneamente alla spiritualità diocesana, tema abbondantemente praticato fino a qualche decennio fa e di cui è tornato a parlare papa Francesco.

Ci è piaciuto intitolare il convegno – in programma sabato 19 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, al Centro pastorale di Milano (via Sant’Antonio 5) – proprio con alcune parole del Pontefice, che al numero 268 di Evangelii Gaudium raccomanda «il piacere spirituale di essere popolo». Riconosciamo, infatti, che il punto incandescente della nostra vocazione è proprio quella gioia che nasce dal sentirsi parte del popolo di Dio radicato in un luogo, generate da una Chiesa locale e inviate a rimanere vicine alla vita della gente. La missione di chi condivide una spiritualità diocesana è «una passione per Gesù ma, al tempo stesso è una passione per il suo popolo» (EG, 268), che ha un volto preciso e che si gioca in una ordinarietà che è per tutti, ma che qualcuno è chiamato a custodire come punto sorgivo della propria identità. Vivere la fedeltà alla Chiesa in un luogo è assumere la tensione insopprimibile tra la fedeltà alla storia di Cristo e la fedeltà alla nostra storia, è l’assumere «la missione di unire i cuori che si amano: quello del Signore e quello del suo popolo» (EG, 143), collocandosi in una cultura e in una storia ben precisa e inserendosi in un preciso cammino ecclesiale diocesano, assumendone la progettualità e abitandone la trama di relazioni.

La diocesanità è forse la via più ordinaria di un cammino spirituale perché non si è chiamati a separarsi dai fratelli e dalle sorelle, piuttosto a sostenerne il cammino vivendolo. Questa dedizione a Dio nella concretezza della vita diocesana, può rappresentare il vertice di un cammino spirituale.

Individuato il tema, la scelta del relatore è stata quasi scontata: don Gianni Colzani, nostro assistente dal 1996 al 2002, insegnante di ecclesiologia e missiologia, ci è sembrato un maestro competente e insieme un compagno di viaggio affidabile e solido. Quando l’abbiamo incontrato abbiamo potuto gustare una grande lucidità di pensiero e insieme una curiosità affettuosa e discreta nel sapere i passi compiuti negli anni.

Anche l’arcivescovo Mario Delpini, primo e autorevole interprete della diocesanità, prenderà la parola per aiutarci ad approfondire cosa voglia dire vivere la propria missione a servizio della Chiesa locale.

Ciò che forse ci ha messo più in difficoltà è stata, invece, la scelta dei partecipanti alla tavola rotonda: siamo consapevoli, infatti, che in tanti, potremmo addirittura dire tutto il popolo santo di Dio, è chiamato in un certo qual modo a condividere una spiritualità diocesana. Alla tavola rotonda avremmo voluto invitare uomini e donne, sposi e consacrati, diaconi e preti e magari anche un vescovo, ma il tempo ci ha fatto stringere e potremo ascoltare i racconti solo di don Francesco Scanziani (prete diocesano), Silvia Negri (consulente ambientale e responsabile decanale di Ac), Carla Consonni (Ordo Virginum) e Barbara Olivato (Ausiliaria diocesana). Ci è sembrato che moderatrice autorevole di questo tavolo potesse essere Valentina Soncini, segretaria del Consiglio pastorale diocesano ed ex presidente dell’Ac, docente di teologia fondamentale al Pime e da poco dirigente scolastica.

Infine ci resta da definire chi siano gli invitati a questa conversazione intorno al tema della diocesanità. Immaginiamo possano essere tutti gli uomini e le donne di Chiesa che, per dirla con de Lubac, sono «coloro che non si accontentano di essere in ogni cosa leali e sottomessi, non si limitano ad adempiere tutto ciò che richiede la loro professione di cattolici. Essi amano la bellezza della Casa di Dio. La Chiesa ha rapito il loro cuore. È la loro patria spirituale. Essa è sua madre e i suoi fratelli. Nulla di ciò che la tocca li lascia indifferenti o insensibili. Si radicano in essa, si formano a sua immagine, s’inseriscono nella sua esperienza, si sentono ricchi delle sue ricchezze». Crediamo che mai come oggi la nostra Chiesa abbia l’urgenza di essere amata e pensata così, per questo aspettiamo uomini e donne di Chiesa per continuare a credere e amare così.

Il programma

Ore 9.30: saluti e accoglienza di Susanna Poggioni (Sorella maggiore delle Ausiliarie diocesane)
Ore 9.45: «La diocesanità: fonte di spiritualità per tutti» (relazione di don Gianni Colzani)
Ore 10.45: coffee break
Ore 11.15: intervento dell’Arcivescovo monsignor Mario Delpini
A seguire: tavola rotonda su esperienze di spiritualità diocesane, con Carla Consonni (Ordo Virginum), Silvia Negri (Azione cattolica), Barbara Olivato (Ausiliarie diocesane) e don Francesco Scanziani (prete diocesano); modera Valentina Soncini.