Celebrazione eucaristica nella festa del patrono San Satiro e nel 50° anniversario dell’Unione diocesana. «Voi sapete custodire quello che vi viene affidato»

di Annamaria BRACCINI

Sacristi

Il sacrista come uomo affidabile, che garantisce un servizio prezioso, ma che ha anche una sua precisa vocazione. Nella Cappella arcivescovile, al centro di un’intera giornata dedicata al 50° dell’Unione diocesana Sacristi attraverso eventi culturali e momenti conviviali, l’Arcivescovo presiede la celebrazione eucaristica, durante la quale viene letto anche un messaggio inviato dal cardinale Angelo Scola.

Di una precisa «volontà di continuare nel cammino di questi anni, mettendo a fuoco e valorizzando al meglio la figura del sacrista, uomo della soglia che accoglie e che deve essere consapevole di ciò che sta facendo, offrendo un grande aiuto ai sacerdoti», parla nel suo saluto iniziale don Giuseppe Grisa, assistente ecclesiastico diocesano. Concelebrano l’assistente emerito monsignor Giovanni Balconi e l’assistente nazionale don Giulio Viviani, presente il presidente diocesano Cristian Remeri.   

Le parole dell’Arcivescovo Mario – che indossa per l’occasione il Pallio episcopale usato da Paolo VI negli ultimi anni di pontificato e indossato da papa Francesco nel giorno della Canonizzazione di Montini, a sottolineare il legame con il Santo pontefice sotto la cui egida nacque l’Associazione – indicano chiaramente la strada da percorrere: «L’uomo affidabile sa custodire quello che gli viene affidato, si cura delle cose e si prende a cuore che niente vada perduto, che niente si rovini, niente deperisca. Non trascura la manutenzione ordinaria e straordinaria. Tiene in ordine e, quando serve una cosa, sa dove si trova. Sa che la cura ordinaria spesso evita spese straordinarie. L’uomo affidabile evita le confusioni, non mescola il privato e il professionale».

Un uomo, ma si potrebbe dire anche una donna (esistono anche sacriste), che sa quando parlare e quando tacere, che ha buon senso, comportandosi con misura nelle cose spirituali e concrete come l’economia, conscio dei propri doveri e diritti: «L’uomo affidabile ha come regola principale e criterio di comportamento la sua coscienza, piuttosto che il controllo e il contratto».

«Dalla testimonianza di Sant’Ambrogio sappiamo che San Satiro è stato un uomo affidabile – la conclusione -. I sacristi, che si ispirano a San Satiro come loro patrono, trovano nel suo esempio un incoraggiamento per essere uomini affidabili». La giornata si tiene infatti nella festa liturgica di San Satiro, la cui preghiera viene recitata coralmente dopo l’omelia.

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