Dal Brasile, dove si trova dal 20 luglio in visita ai sacerdoti fidei donum ambrosiani in missione nel Paese sudamericano, l’Arcivescovo di Milano ha voluto far giungere anche il suo ricordo e il suo messaggio di cordoglio per la morte di don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità Exodus (che ha da sempre la sua sede al Parco Lambro di Milano), deceduto il 31 luglio.
Proprio a causa del viaggio in Brasile, che terminerà il 7 agosto, mons. Delpini non potrà essere presente ai funerali di don Mazzi, che si svolgeranno domani alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. A rappresentare in modo particolare la Diocesi ambrosiana sarà il Vicario generale, mons. Franco Agnesi.
Ogni uomo ha il suo segreto e gli altri forse possono qualche volta intuirne il mistero.
Di don Mazzi molti possono raccontare tante vicende, ripensare le sue proposte di riflessione, ricordare le sue apparizioni in televisione, i suoi interventi occasionali.
Molte dichiarazioni di persone importanti colgono aspetti della sua attività, della sua creatività, della sua intraprendenza. Forse gli apprezzamenti più veri sono quelli che passeranno inosservati: la stima dei suoi collaboratori e delle persone più vicine che da don Mazzi hanno molto ricevuto e molto gli hanno dato, la gratitudine di coloro che in Exodus hanno trovato l’appiglio per salvarsi dall’abisso della tossicodipendenza, della disperazione, della rovina.
Tutto quello che si dice e che si fa per ricordarlo è certamente doveroso e meritato.
Io credo che possiamo intuire qualche cosa del suo segreto, leggere il segno che è stato, custodire come un patrimonio prezioso la testimonianza che lascia in eredità. Questa intuizione potrà forse salvare don Mazzi dal rischio di essere ridotto a un “personaggio”, con il suo tipico stile provocatorio, irriverente, appassionato, esposto alla popolarità.
Il segreto di don Mazzi, io credo, è la sua fede in Dio.
Perciò è stato un uomo libero: la fede in Dio rende liberi, coraggiosi, disposti al rischio e all’eroismo.
Perciò è stato un uomo animato da una inestirpabile fiducia nelle persone, anche quelle date per perdute: la fede in Dio convince che in qualunque storia c’è la presenza amica che vuole salvare.
Perciò è stato un uomo appassionato: la fede in Dio è come un fuoco che rende fuoco.
Don Mazzi conclude la sua lunga vita ed entra nella visione del Dio in cui ha creduto.
Forse l’intuizione del suo segreto può suggerire anche a noi qualche speranza e qualche responsabilità.
Grajaù, Brasile, 1° agosto 2026




