Monsignor Delpini ha incontrato operatori, familiari e degenti del Centro gestito dalla Cooperativa La Meridiana di Monza, indirizzando parole di conforto ai malati di Sla e in Stato Vegetativo ospiti della struttura, unica in Italia

servizio da www.cooplameridiana.it

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L'Arcivescovo ascolta la lettera di Luigi Picheca

Grande emozione e grande gioia fra i malati e i parenti della Rsd e della Rsa San Pietro per la presenza dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, venerdì 29 giugno. Accolto da Roberto Mauri e da don Luca Parolari – rispettivamente direttore e cappellano della Cooperativa La Meridiana di Monza -, Delpini si è intrattenuto con i familiari e i malati del Centro Polifunzionale San Pietro gestito dalla Cooperativa. Parole di conforto quelle espresse dall’Arcivescovo e indirizzate a malati di Sla e in Stato Vegetativo che si trovano ospiti nella struttura di lungo degenza, unica in Italia. Ad accogliere l’Arcivescovo c’era anche don Piero Ottolini, a lungo vicino agli anziani e alle famiglie di Meridiana.

«Siamo felici e onorati della presenza dell’Arcivescovo – ha dichiarato Roberto Mauri -, che ci infonde coraggio e ci sprona a proseguire nella nostra missione con lo stile che ci caratterizza da oltre 40 anni e cioè star vicini agli anziani, ai malati, ai familiari, voler bene alle persone, fare del bene e farlo bene. Siamo anche molto contenti che l’Arcivescovo abbia confermato don Luca in qualità di cappellano della San Pietro. Una presenza che aiuta le persone malate e gli anziani a vivere la propria fede e la propria dimensione spirituale». Una gioia ribadita anche da don Ottolini: «In questa solennità dei Santi Pietro Paolo, la presenza dell’Arcivescovo in un luogo come il nostro, conferma quanto sia importante per la Chiesa esser vicina alla fragilità».

Delpini ha stretto tante mani, elargito benedizioni, abbracciato simbolicamente i parenti. La presenza e le parole dell’Arcivescovo lasciano un segno importante e un ricordo prezioso. «La vita eterna – ha voluto ricordare l’Arcivescovo – non è solo un dopo, ma è comunione con il Signore, ora, nel presente, inizia già nel cammino della nostra vita terrena. Forse queste affermazioni non sono più di moda, ma rappresentano ciò che propone la Chiesa e la spiritualità cristiana. Sono qui per portare la benedizione, la carezza e la mia consolazione. Non sono qui per guarire, come aveva fatto Pietro, ma per esservi vicini».

Delpini ha visitato i reparti ed è entrato nelle stanze di alcuni malati. Particolarmente emozionante l’incontro con Luigi Picheca, giornalista, da molti anni malato di Sla. Luigi ha voluto scrivere alcune righe di saluto. Eccole. ‹‹A sua Eminenza, Monsignor Delpini. Le devo confessare che quando sento i notiziari annunciare le violenze perpetrate ai danni di anziani in tante strutture, mi vien voglia di trasformarmi in un vendicatore, poi, passata la rabbia istintiva, penso di essere stato fortunato ad approdare alla San Pietro perché nei momenti bui successivi al verdetto che la mia famiglia e io abbiamo ricevuto dodici anni fa relativo alla malattia, è stata la divina provvidenza a guidarmi in questo luogo. È bello ricevere la visita di una personalità come la sua che ci riempie il cuore di serenità spirituale e che dà la forza a noi malati di rasserenare le menti preoccupate dei nostri cari che spesso vivono la realtà che ci riguarda con troppo pathos. Il Creatore ci ha dato le istruzioni per vivere la nuova fase della nostra vita con la consapevolezza che si possa ritrovare presto la gioia di vivere confidando nella fede in Lui e comprendere che abbiamo a disposizione inesauribili risorse per affrontare questa situazione aprendo il cuore e la mente ai nuovi insegnamenti che ci offre››

La visita dell’Arcivescovo si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa. Don Luca, infine, ha rinnovato i ringraziamenti a Delpini consegnando la scatola con tutti i messaggi che i malati e i loro parenti hanno voluto scrivere all’Arcivescovo.

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